Medico e Anziana Salvati dalla squadra “Anti-Infarto”
Pubblicato il 07. ott, 2009 da Dario Petraroia in Cardiochirurgia
Un’ora per salvare due vite. L’elicottero, un’èquipe medica, una squadra di soccorritori in corsa contro il tempo, per salvare un cinquantenne e una donna di 70 anni dall’infarto che stava per spedirlo all’altro mondo: Hollywood ci avrebbe imbastito una puntata avvincente di “E.R.”.
Invece si tratta della realtà, della cronaca spicciola di quel che è accaduto ieri tra Sestri Levante e Rovegno. Grazie a un protocollo operativo d’avanguardia, la “squadra anti-infarti” allestita in provincia di Genova è riuscita a soccorrere prima un medico cinquantenne colpito da malore a Punta Manara, nel Tigullio orientale, poi una donna di 70 anni, vittima di un arresto cardiaco nella sua casa di Rovegno. Tutto in un’ora.
Il primo allarme è scattato alle 13.45, quando il medico genovese di 50 anni, che presta servizio all’ospedale San Martino e stava trascorrendo una giornata in compagnia della moglie sulle alture di punta Manara, ha telefonato ai colleghi del “118” di Lavagna per spiegare loro di aver accusato sintomi sospetti. I sanitari della centrale operativa hanno immediatamente inviato sul posto i volontari della Croce Verde sestrese. I militi, ben sapendo di dover affrontare un cammino lungo trenta minuti prima di poter raggiungere il paziente, hanno chiesto ai titolari di un’azienda privata di aprire loro i cancelli e di poter transitare sul terreno di loro proprietà così da dimezzare i tempi di intervento. Nel frattempo, è stato allertato anche l’elisoccorso. I sanitari della Croce Verde e gli aerosoccorritori sono così giunti a punta Manara quasi contemporaneamente.
Il cinquantenne è stato visitato con il defibrillatore e a questo punto è scattato il “protocollo infarti”. Il medico è stato issato sull’elicottero dei vigili del fuoco con il verricello, trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino e sottoposto, nella sala di emodinamica, ad angioplastica. Concluso il trasporto, il velivolo “Drago 70” dei pompieri è decollato nuovamente alla volta di Rovegno, poco dopo le 14.15, dove la stessa procedura è stata adottata per soccorrere un’anziana settantenne. L’unica differenza è che la donna è stata accompagnata all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Alle 15, l’elicottero dei vigili del fuoco è rientrato alla base, all’aeroporto “Cristoforo Colombo”: un’ora di lavoro e due vite salvate. «Merito del protocollo adottato nel 2002 dal “118” di Genova e da tutte le unità di cardiologia presenti negli ospedali genovesi. Una procedura talmente efficace che è stata ora adottata da tutte le Asl liguri, Chiavari compresa», dice il dottor Lorenzo Borgo che ieri era di servizio sul velivolo “Drago 70”. In verità Borgo è un po’ il “padre” di questa complessa e però efficacissima “squadra anti-infarti”.
È lui ad aver curato nei dettagli l’operazione: «Siamo riusciti a ridurre la mortalità al disotto della soglia del 5%, un risultato eccezionale. Basti pensare che fino a sei anni fa, il 20% dei casi di infarto aveva esito fatale». Ma come funziona il sistema? «Grazie alla telemedicina siamo in contatto diretto con le unità cardiologiche del territorio. Gli strumenti a nostra disposizione ci consentono di sottoporre i pazienti colpiti da arresti cardiaci a esami precisi, i cui risultati vengono faxati in tempo reale agli specialisti ospedalieri. Fatta la diagnosi, scatta il protocollo. L’angioplastica è efficace se effettuata sul paziente entro 90 minuti dalla diagnosi di infarto. Noi siamo riusciti a ridurre questo tempo a 60-70 minuti. Ieri, addirittura, sono trascorsi 40 minuti per l’intervento a Punta Manara. In sala emodinamica, l’infartuato viene sottoposto a intervento non invasivo e dopo 4-5 giorni può tornare a vivere come se nulla fosse accaduto» Altro che “E.R.”.
