Studio multicentrico, perfusione ipertermica antiblastica
Pubblicato il 05. mar, 2010 da Dott. Franco Natilli in Oncologia
Consiste in un’innovativa tecnica chirurgica contro le metastasi al fegato derivate da tumore del colon retto, la Perfusione Isolata Ipertermica Antiblastica (PEIIA), il protocollo europeo avviato a Pisa dal gruppo del professor Franco Filipponi, dell’Unità di Trapiantologia Epatica dell’Ospedale Cisanello di Pisa. Il gruppo ha avviato uno studio multicentrico sulla nuova tecnica i cui risultati preliminari evidenziano una riduzione del 75% delle metastasi epatiche. Si prevede che nei quattro centri italiani che partecipano allo studio verranno arruolati nei prossimi due anni 70-80 pazienti. L’Italia esporterà i risultati nel resto d’Europa, così da estendere questa nuova pratica clinica.
L’Unità Operativa di Trapiantologia Epatica dell’Ospedale Cisanello di Pisa, diretta dal professor Franco Filipponi, ha avviato il primo ed unico studio europeo sulla Perfusione epatica Isolata epatica Isolata Ipertermica Antiblastica (PEIIA), una tecnica importata dagli USA che permette di trattare le metastasi al fegato derivate da cancro del colon retto che non rispondono più alle terapie tradizionali.
Il PEIIA è un intervento chirurgico di alta specialità. Consente infatti di isolare il fegato dal resto del corpo, attraverso la temporanea chiusura dei vasi sanguigni che lo irrorano. Una volta ‘isolato’, l’organo viene riscaldato alla temperatura di 42 gradi e dunque trattato con alte dosi di farmaci chemioterapici. La temperatura elevata potenzia l’effetto dei farmaci, mentre l’isolamento evita gli effetti collaterali per il paziente.
I risultati osservati sui pazienti già sottoposti a PEIIA sono molto positivi. “Sui pazienti sinora trattati- afferma Franco Filipponi, coordinatore dello studio – si è osservata una regressione del diametro delle lesioni tumorali superiore al 75%, una significativa diminuzione dei markers tumorali e una maggiore risposta alla chemioterapia sistemica successiva. Tali risultati confermano l’efficacia di questa tecnica chirurgica con la quale prevediamo di trattare circa 70/80 pazienti nei prossimi due anni.”
“Questo tipo di intervento –continua Filipponi – è rivolto prevalentemente a pazienti giovani, sotto i 55 anni, affetti da metastasi epatiche derivate da adenocarcinoma colo-rettale (CRC), non passibili di trattamento chirurgico tradizionale che siano già stati sottoposti a trattamenti chemioterapici senza significativa risposta terapeutica.”
L’adenocarcinoma colo-rettale è per incidenza la terza neoplasia nei paesi occidentali. In Europa si calcola che ogni anno siano colpite circa 150.000 persone; in Italia si stimano oltre 40.000 casi l’anno (77,5 persone ogni 100.000). Il 45-50% dei pazienti affetti da tale patologia presentano metastasi epatiche nel corso del follow–up, il 20% dei pazienti sviluppa metastasi epatiche entro 3 anni dalla neoplasia primaria. Generalmente la sopravvivenza media di un paziente affetto da metastasi epatica da CRC è di circa 12 mesi.
La perfusione epatica isolata ipertermica antiblastica è una tecnica messa a punto negli anni ’90 dal National Cancer Institute (Bethesda, Maryland, USA) e ad oggi, in letteratura, si calcolano siano stati effettuati solo 175 interventi.
“Grazie a questo protocollo – precisa Filipponi – l’Italia è l’unico paese in Europa ad effettuare e valutare clinicamente tale tecnica chirurgica di alta specialità, che coinvolge, in uno studio multicentrico, altri tre centri di trapiantologia epatica italiani.”
La II Clinica Chirurgica, Università di Padova, l’U.O. di Chirurgia Generale e Trapianti di Fegato dell’Ospedale Molinette di Torino e l’U.O. di Chirurgia dell’Apparato Digerente e Trapianto di Fegato dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano sono i centri selezionati per lo studio. Tali centri sono dotati delle necessarie competenze nel settore della trapiantologia epatica e di adeguate strutture di terapia intensiva per la gestione postoperatoria del paziente.
L’U.O. di Trapiantologia Epatica di Pisa svolge il coordinamento dell’attività clinica con valutazione periodica dei risultati conseguiti. Il progetto avrà durata di 24 mesi e potrà essere esteso ad altri centri italiani ed europei.
L’Unità di Trapiantologia Epatica dell’Ospedale Cisanello di Pisa è attiva dal 1996, ha effettuato ad oggi 548 trapianti di fegato. Il tempo medio in lista d’attesa pretrapianto è di 4 mesi. I pazienti arrivano da tutta l’Italia e hanno un’età media di 52 anni. La sopravvivenza a 1 e 5 anni è del 81,1% e 70,2% rispettivamente. La struttura dispone di 6 letti degenza, 10 letti di terapia subintensiva e 4 di terapia intensiva. Commenta l’articolo sul forum e iscriviti alla newsletter, riceverai ogni settimana le notizie più importanti per la tua salute.
fonte: italiasalute
