Il Melanoma
Pubblicato il 25. mar, 2010 da Dott. Franco Natilli in Oncologia
Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti , cellule presenti sia nella cute e nelle mucose , ma anche dai melanociti posti in sedi extracutanee (occhio, meningi, orecchio interno, etc…).
In Italia l’ incidenza è di circa 8-10 casi ogni 100.000 abitanti.
DIAGNOSI
Il riconoscimento del melanoma in fase iniziale si basa sulla applicazione metodica dei cosiddetti criteri ABCD :
A = Asimmetria B = Bordi C = Colore D = Dimensioni
cioè sulla valutazione del grado di asimmetria, definizione dei bordi, studio del colore ed infine calcolo delle dimensioni.
Il Melanoma sulla scorta dei criteri ABCD presenta queste caratteristiche:
* Asimmetria: Le due metà del neo non hanno la stessa forma. * Bordo: I bordi sono sfilacciati, dentellati, sfumati , dal contorno irregolare; il pigmento può diffondersi alla pelle circostante. * Colore: Il colore è irregolare. Il neo presenta sfumature di colore nero piceo, marrone, e marrone rossiccio. Si possono osservare inoltre zone di colore bianco, grigio, rosso, rosa o blu. * Diametro: Le dimensioni del neo cambiano, normalmente si tratta di un aumento di grandezza. I melanomi hanno di solito le dimensioni della gomma di una matita (6 mm).
Si distingue in 4 varietà cliniche:
1. melanoma a diffusione superficiale 2. lentigo maligna- melanoma 3. melanoma lentigginoso acrale 4. melanoma nodulare
FATTORI DI RISCHIO
I fattori di rischio possono essere distinti in ambientali (biologici, fisici e chimici, legati al clima, alla localizzazione geografica e all’inquinamento ambientale), individuali (ereditarietà e familiarità) e comportamentali ( stile di vita). L’importanza del sole come fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma è ancora oggetto di discussione. Dati epidemiologici hanno evidenziato che il fattore di rischio sia rappresentato non dalla fotoesposizione ai raggi ultravioletti ,ma dalle ustioni solari avvenute in età giovanile, specie in soggetti con pelle chiara che si scotta facilmente . Le ustioni solari ripetute, soprattutto dai 5 ai 18 anni, aumentano la probabilità di sviluppare melanomi nell’età adulta. Non esiste pertanto una proibizione assoluta alla fotoesposizione ma il consiglio di prendere il sole, fin dall’età infantile in maniera moderata, evitando gli eccessi e le ustioni.
1. Predisposizione familiare : il melanoma familiare costituisce il 10% circa di tutti i melanomi; 2. Presenza di un elevato numero di nevi (superiore a 50) e di nevi congeniti. La percentuale di melanoma che insorge su un nevo preesistente varia dal 20 all’80%; 3. Presenza di nevi atipici (denominati “displastici”) ; 4. Pelle chiara, con occhi e capelli chiari; 5. Rischi ambientali.
PROGNOSI
La stadiazione ( cioè il grado di invasione del tumore in organi ed apparati) é fondamentale per determinare la prognosi e il trattamento. Esistono due metodi di stadiazione comunemente utilizzati . La microstadiazione di Clark che si basa sulla profondità dell’invasione cutanea del melanoma. Secondo Clark sono 5 i diversi livelli di penetrazione del tumore :
Livello I: melanoma in-situ, il tumore rimane al di sopra della lamina basale ; Livello II: il tumore invade il derma papillare; Livello III: il tumore giunge fino all’interfaccia tra derma papillare e reticolare, senza invaderlo; Livello IV: il tumore invade il derma reticolare; Livello V: il tumore invade il grasso sottocutaneo.
Il sistema o indice di di Breslow , misura lo spessore massimo verticale di invasione del tumore, utilizzando un micrometro oculare.
Chiaramente, ad un maggiore spessore del tumore corrisponde una minore possibilità di guarigione:
Spessore del tumore (mm)*
Sopravvivenza a 5 anni (%)
<0,76
98-100
0,76-1,5
90-94
1,51-2,25
83-84
2,26-3,0
72-77
> 3,0
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TERAPIA
La terapia chirurgica è il trattamento di scelta del melanoma : asportazione della neoformazione con bordo di cute sana di 1 cm e profondamente fino alla fascia muscolare quando la neoplasia ha uno spessore inferiore a 2 mm; di 3 cm quando il melanoma ha spessore superiore ai 2 mm , con dissezione radicale dei linfonodi del distretto interessato (cervicale, ascellare o inguinale).
La perfusione ipertermico-antiblastica applicabile nelle localizzazioni agli arti con recidiva locale e/o satellitosi e nelle metastasi . Questa metodica consiste nell’isolare dalla circolazione sistemica l’arto affetto da neoplasia, che viene perfuso con tecnica di Circolazione Extra-Corporea (C.E.C.) per circa due ore. In una prima fase (ipertermia) il sangue viene riscaldato prima di essere reintrodotto nell’arto : quando il tumore ha raggiunto la temperatura di 41,5° si introduce il farmaco citostatico ad alte concentrazioni. L’ipertermia agisce da antineoplastico con molteplici azioni . Provoca un danno selettivo sulla cellula tumorale determinato dalla incapacità funzionale della vascolarizzazione del tessuto canceroso di adattarsi all’incremento della temperatura aumentando il flusso sanguigno e quindi disperdendo il calore. L’ipertermia e i farmaci antitumorali aumentano la permeabilità di membrana della cellula neoplastica che così favorisce l’ingresso del farmaco antiblastico, ed inoltre impediscono una corretta duplicazione del DNA delle cellule tumorali .
La terapia medica con decarbazide o altri chemioterapici e con farmaci immunomodulatori viene effettuata quando la neoplasia non è più aggredibile chirurgicamente. La radioterapia rappresenta un palliativo per specifiche localizzazioni, come le metastasi cerebrali, o per il dolore associato a metastasi ossee.
PREVENZIONE
La tempestiva asportazione chirurgica di uan lesione può sospetta può salvare la vita.
Un esame accurato della propria pelle è la prima forma fondamentale di prevenzione contro il melanoma. Qualora dei nei cambiassero forma, colore, o dimensione, è necessario rivolgersi immediatamente al dermatologo.
Oggi grazie alla videodermoscopia, è possibile distinguere un nevo normale da un melanoma con una precisione di circa l’80%.
DECALOGO PER UN’ ABBRONZATURA SICURA:
1. Applicare i prodotti solari prima dell’ esposizione; 2. Per le prime esposizioni non esporsi al sole per più di 45 minuti al giorno; 3. Evitare assolutamente l’esposizione tra le 12.00 e le 16.00 4. Non esperro i bambini di età inferiore ai 3 anni durante le ore di irraggiamento più intenso; 5. Non dimenticare che i colpi di sole non si prendono solo sulla spiaggia; 6. Se si nota che un neo cambia forma, dimensione o colore, consultare subito un dermatologo; 7. Indossare cappello ed occhiali da sole; 8. Farmaci e sole formano un cocktail molto pericoloso; 9. Bere molta acqua e spesso; 10. Attenzione alle circostanze che aumentano il rischio o riducono la percezione del sole (altitudine, vento fresco, nubi, ecc.)
Autore: Prof.Dott. ANTONIO GIACOMO RIZZO
professore aggregato di chirurgia
UOC di Chirurgia Oncologica
Università degli Studi di Messina
Policlinico Universitario “G.Martino”- Messina
