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	<title>Perfusione &#187; Dott. Emilio Ranieri Natilli</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Leucemia Mieloide Acuta M2</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia acuta]]></category>
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		<description><![CDATA[La foto mostra un quadro lievemente atipico di M2: i blasti appaiono discretamente polimorfi e poco omogenei nelle dimensioni, a citoplasma basofilo discretamente abbondante; in alcuni elementi si notano scarse granulazioni (blasti di tipo 2), mentre in due cellule sono presenti corpi di Auer, che appaiono come sottili bastoncelli azurofili e che sono espressione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La foto mostra un quadro lievemente atipico di M2: i blasti appaiono discretamente polimorfi e poco omogenei nelle dimensioni, a citoplasma basofilo discretamente abbondante; in alcuni elementi si notano scarse granulazioni (blasti di tipo 2), mentre in due cellule sono presenti corpi di Auer, che appaiono come sottili bastoncelli azurofili e che sono espressione di una difettosa granulopoiesi, caratteristici della linea mieloide; Nella M2 normalmente i blasti non contengono più di due corpi di Auer.</p>
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		<title>Leucemie acute M0 e M1</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due blasti totalmente indifferenziati, ad altissimo rapporto nucleo/citoplasma;
i nuclei appaiono di forma irregolare, incisi e con nucleoli evidenti, a cromatina granulosa. Lo scarsissimo citoplasma, discretamente basofilo, è completamente privo di granulazioni. Elementi di questo tipo non sono morfologicamente inquadrabili nella linea mieloide; diviene necessario il ricorso alla colorazione per la perossidasi, che se positiva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due blasti totalmente indifferenziati, ad altissimo rapporto nucleo/citoplasma;<br />
i nuclei appaiono di forma irregolare, incisi e con nucleoli evidenti, a cromatina granulosa. Lo scarsissimo citoplasma, discretamente basofilo, è completamente privo di granulazioni. Elementi di questo tipo non sono morfologicamente inquadrabili nella linea mieloide; diviene necessario il ricorso alla colorazione per la perossidasi, che se positiva in almeno il 3% dei blasti midollari è diagnostica per AML M1; in caso di negatività per la MPO diviene necessaria la ricerca di antigeni della linea mieloide in citofluorimetria.</p>
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		<title>Leucemia Linfatica  Acuta  ( ALL )</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Più rara delle leucemie acute mieloidi,con una prevalenza per la prima e la terza età, viene suddivisa su base morfologica in L1, L2 ed L3; origina nella maggioranza dei casi da precursori della linea linfoideB  .
Non essendo possibile distinguere con certezza su base esclusivamente morfologica i blasti L1 ed L2 dai blasti delle leucemie mieloidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-356" title="FOTO 6 ALL L3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-6-ALL-L31-300x225.jpg" alt="FOTO 6 ALL L3" width="300" height="225" />Più rara delle leucemie acute mieloidi,con una prevalenza per la prima e la terza età, viene suddivisa su base morfologica in L1, L2 ed L3; origina nella maggioranza dei casi da precursori della linea linfoideB  .</p>
<p>Non essendo possibile distinguere con certezza su base esclusivamente morfologica i blasti L1 ed L2 dai blasti delle leucemie mieloidi meno differenziate (M0, M1, M6), è necessario ricorrere ad un percorso diagnostico che può iniziare con una colorazione per la perossidasi, o ricorrere alla immunofenotipizzazione, decisiva per escludere una M0. Una volta inquadrata la patologia come ALL, la  morfologia permette di differenziare la L1,in cui i blasti sono piccoli, omogenei per dimensioni e forma, ad alto rapporto nucleo-citoplasmatico, nucleo regolare con scarsi o assenti nucleoli (foto1, 2, 3); una maggiore difformità di dimensioni, minore regolarità del nucleo con presenza di nucleoli e di citoplasma più abbondante sono caratteristiche della ALL L2 ( foto 4 e 5).<br />
Inconfondibile è invece la morfologia dei linfoblasti L3, al punto che è<br />
praticamente possibile la diagnosi già ad una normale colorazione di MayGrunwald-Giemsa: si tratta infatti di cellule che presentano piccole e<br />
numerose vacuolizzazioni, che conferiscono un caratteristico aspetto tarlato al citoplasma, sempre intensamente basofilo, e in minor misura al nucleo; tali cellule sono identiche ai linfociti del linfoma di Burkitt<br />
(foto 6 e 7).</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-358" title="FOTO 7 ALL L3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-7-ALL-L3-300x225.jpg" alt="FOTO 7 ALL L3" width="300" height="225" /></p>
<p>DIDASCALIE</p>
<p>FOTO 1 : blasti di dimensioni omogenee, nucleo a cromatina granulosa, citoplasma scarsamente rappresentato, spesso con piccole estroflessioni; rari nucleoli di piccole dimensioni e poco evidenti. E’ il classico caso in cui solo con la tipizzazione immunofenotipica può essere inquadrato come ALL.</p>
<p>FOTO  2  :  stesso caso della fig. 1; al centro un residuo neutrofilo a bastoncello e in alto a destra un mielocita eosinofilo con granulazioni immature; notare la marcata piastrinopenia.</p>
<p>FOTO  3  :  nel caso in esame le dimensioni dei blasti sono meno uniformi ma con caratteristiche L1; il piccolo blasto con estroflessione citoplasmatica viene definito “hand mirror” (a specchietto con manico).</p>
<p>FOTO  4  :  il caso in esame è stato diagnosticato come L2 per la morfologia dei nuclei, a margini irregolari, la frequenza di evidenti nucleoli, e il minor rapporto nucleo / citoplasma</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-352" title="ALL L1 FOTO 3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-3.bmp" alt="ALL L1 FOTO 3" width="425" height="339" /><img class="alignright size-medium wp-image-353" title="FOTO 4 ALL L2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-4-ALL-L22-300x247.jpg" alt="FOTO 4 ALL L2" width="394" height="324" /><img class="alignleft size-medium wp-image-354" title="FOTO 5 ALL L2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-5-ALL-L2-300x225.jpg" alt="FOTO 5 ALL L2" width="299" height="224" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-344" title="ALL L1 FOTO 1" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-1.bmp" alt="ALL L1 FOTO 1" width="424" height="350" /> <img class="alignright size-full wp-image-345" title="ALL L1 FOTO 2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-2.bmp" alt="ALL L1 FOTO 2" width="366" height="292" /></p>
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		<title>Gli aspetti morfologici delle emopatie</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2010/01/06/gli-aspetti-morfologici-delle-emopatie/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[emopatie]]></category>
		<category><![CDATA[eritrociti]]></category>
		<category><![CDATA[morfologia delle emopatie]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante i progressi in campo tecnologico e diagnostico, la base della diagnosi ematologica rimane, e rimarrà probabilmente ancora a lungo, l’esame microscopico dello striscio di sangue periferico; un buon vetrino, strisciato e colorato adeguatamente, può fornire indicazioni circa le successive indagini da svolgere,con risparmio di tempo e di costi, e talvolta essere di per sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i progressi in campo tecnologico e diagnostico, la base della diagnosi ematologica rimane, e rimarrà probabilmente ancora a lungo, l’esame microscopico dello striscio di sangue periferico; un buon vetrino, strisciato e colorato adeguatamente, può fornire indicazioni circa le successive indagini da svolgere,con risparmio di tempo e di costi, e talvolta essere di per sé diagnostico.<br />
Purtroppo, proprio lo sviluppo dei moderni contaglobuli,l’immunofenotipizzazione e le indagini sul genotipo, stanno facendo sì che i cultori della diagnostica microscopica siano sempre meno tra i patologi clinici, e persino tra gli ematologi.Vale la pena ricordare alcune regole generali per un buon esame microscopico:<br />
•    il tempo: i campioni di sangue vanno strisciati entro 2-3 ore dal prelievo, ad evitare alterazioni morfologiche da artefatto; è il caso, ad esempio, dei linfociti, che tendono a blastizzare assumendo una basofilia citoplasmatica che può indurre ad errori diagnostici<br />
•    la scelta dell’obiettivo: l’ideale è, a mio parere, un 50X ad immersione, che permette una risoluzione migliore rispetto al 100X, e mostra una porzione di striscio più ampia, con una migliore valutazione d’insieme<br />
•    le zone dello striscio: la morfologia va valutata dove le cellule sono meglio distese, evitando la zona centrale e la coda; questo vale tanto per gli eritrociti (che in coda assumono tutti un aspetto sferoidale), quanto per i leucociti, ad eccezione dei linfociti capelluti della tricoleucemia che mantengono la tipica morfologia solo nella zona centrale, più spessa, dello striscio. Da ricordare inoltre che, specialmente per i campioni ipocellulari, meritano particolare attenzione i margini laterali dello striscio, dove è più facile reperire elementi patologici ben conservati, a differenza che sulle code.<br />
•    la globalità: è frequente, tra gli osservatori meno esperti, la tendenza a concentrare l’attenzione sulla sola serie cellulare per la quale si è deciso di strisciare il campione, dimenticando che il sangue è a tutti gli effetti un organo; valga l’esempio delle piastrinopenie, che spesso possono essere la spia di altre patologie ematologiche.</p>
<p>Scopo del mio lavoro sarà quello di presentare gli aspetti morfologici delle emopatie che possono essere diagnosticate, o perlomeno sospettate, già da uno striscio periferico, ed eventualmente con l’ausilio di un aspirato midollare.</p>
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