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	<title>Perfusione &#187; Elettrofisiologia</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Pacemaker, così si sprecano due miliardi all&#8217;anno. Ospedali pagano i prodotti il 30% in più</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità]]></category>
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		<description><![CDATA[I pacemaker variano da 1.250 euro in Toscana a 1.559 in Piemonte fino a 2.324 in Emilia Romagna, senza che ci sia una ragione apparente. Il ministro della Salute non esclude l&#8217;insidia delle &#8220;mazzette&#8221;
Lo stesso modello di protesi sanitaria, dalle valvole cardiache ai pacemaker, dai defibrillatori agli attrezzi chirurgici ha, in Italia, un prezzo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pacemaker variano da 1.250 euro in Toscana a 1.559 in Piemonte fino a 2.324 in Emilia Romagna, senza che ci sia una ragione apparente. Il ministro della Salute non esclude l&#8217;insidia delle &#8220;mazzette&#8221;</p>
<p>Lo stesso modello di protesi sanitaria, dalle valvole cardiache ai pacemaker, dai defibrillatori agli attrezzi chirurgici ha, in Italia, un prezzo che varia parecchio a seconda dell&#8217;Asl che lo acquista. &#8220;Repubblica&#8221; prova a squarciare il velo che copre il mercato impazzito dei dispositivi medici. E ora il ministro della Salute Ferruccio Fazio vuole togliere alle Asl il potere di acquistare questi prodotti. La Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori medici e sul disavanzo regionale ha annunciato l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta per porre fine a questo spreco enorme di denaro pubblico, una delle cause del disavanzo di bilancio di dieci regioni d&#8217;Italia oltreché dell&#8217;enorme crescita della spesa sanitaria nazionale. Ma a quanto ammonta lo spreco? Chi ci guadagna? Chi dovrebbe controllare?</p>
<p>Nessuno sa con precisione il perché di questo trend altalenante che non risparmia nessuna regione d&#8217;Italia. Che interessa il Nord quanto il Sud. E che si verifica in modo bipartisan in amministrazioni di entrambi gli schieramenti politici.</p>
<p>CENTRALIZZARE GLI ACQUISTI<br />
Il ministro non esclude che dietro quelle inspiegabili oscillazioni da elettrocardiogramma dei prezzi alligni la corruzione. A &#8220;Repubblica&#8221; annuncia la sua intenzione di centralizzare a livello regionale gli acquisti dei dispositivi medici, contando di risparmiare fino a due miliardi di euro all&#8217;anno. Si tratta di una cifra da capogiro se si considera che rappresenta lo 0,15 % del Pil. Ed è un argomento di estrema attualità visto che nella manovra da 25 miliardi che il governo si appresta a varare, si parla anche di tagli alla Sanità che, come capitolo di spesa, rappresenta l&#8217;80% dei bilanci regionali. &#8220;Ma prima di ricorrere a inaccettabili tagli &#8211; osserva Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera &#8211; è preferibile razionalizzare la spesa e puntare sui risparmi&#8221;.</p>
<p>Il caso forse più clamoroso di divario dei prezzi a parità di prodotto si registra, a sorpresa, nel Nord est, nei capoluoghi del Trentino Alto Adige: il defibrillatore bicamerale della Boston scientific (modello teligen 100 Dr F110) costa, a Trento, 13.500 euro, ad appena 50 chilometri di distanza, a Bolzano, 16.100. Duemilaseicento euro in più. Perché? Ma episodi analoghi si registrano ovunque, in Italia. E il settore forse più critico è quello del cuore.</p>
<p>IL BALLETTO DEI PREZZI<br />
I cardiologi infilano nelle coronarie ostruite dei piccolissimi tubicini, gli stent, che servono ad disostruire le arterie cardiache. E&#8217; una tecnologia relativamente recente che ha rivoluzionato la terapia dell&#8217;infarto e che ha ridotto vertiginosamente il ricorso al tradizionale by-pass chirurgico. Per evitare che quei tubicini vengano ostruiti dal colesterolo, vengono ricoperti al loro interno da sostanze particolari e prendono il nome di &#8220;stent medicati&#8221;. Ebbene, lo &#8220;stent medicato&#8221; a rilascio di farmaco Xience V costa a Terni 594 euro, ma a Genova il prezzo misteriosamente raddoppia balzando a 1.250 euro. Per un altro modello, il Taxus Liberte-Promus Elemento, avviene inspiegabilmente il contrario: il prezzo più alto è a Terni (1.486 euro), dove costa più del doppio di quello del centro acquisti Estav-Sudest della Regione Toscana (670 euro).</p>
<p>Stesso discorso vale in cardiochirurgia. Una valvola aortica cardiaca percutanea ha un prezzo di 19mila euro all&#8217;Azienda ospedaliera Niguarda di Milano, di 20mila alle Molinette e di 21mila all&#8217;Estav-Sudest Toscana. Le stesse valvole meccaniche mitraliche all&#8217;Estav-Sudest della Regione Toscana costano 2.380 euro, 2.500 all&#8217;ospedale di Alessandria e 3.400 all&#8217;Azienda messinese Papardo Piemonte. I prezzi delle valvole cardiache aortiche e mitraliche biologiche oscillano dai 2.150 euro dell&#8217;Estav-Centro Toscana ai 2.500 di Molinette, Alessandria e Niguarda. Dai 2.600 euro dell&#8217;ospedale di Terni ai 3.200 del Papardo Piemonte di Messina.</p>
<p>Anche la chirugia non è esente dal fenomeno dell&#8217;altanena dei prezzi a parità di prodotto. I trocar &#8211; tubi che si piantano nell&#8217;addome attraverso cui si introducono fibre ottiche e strumenti chirurgici, pinze e forbici &#8211; hanno prezzi che variano all&#8217;interno della stessa Regione da un minimo di 80 euro a un massimo di 102.</p>
<p>Se qualunque altro prodotto presentasse oscillazioni dei prezzi di tali percentuali, dal 50 al 100 e perfino al 200 per cento, si direbbe che il mercato è in mano agli speculatori. Le associazioni dei consumatori insorgerebbero. Interverrebbe il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Gli imprenditori scorretti verrebbero perseguiti dalla Guardia di finanza. E i centri acquisti della pubblica amministrazione sarebbero indagati dalla Corte dei Conti.</p>
<p>LA CONGIURA DEL SILENZIO<br />
Nel mercato delle protesi sanitarie, invece, nessuno denuncia queste gravi anomalie che vanno contro la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Anzi, nonostante tutti ne siano a conoscenza da anni, dal ministero della Salute ad Assobiomedica, dalle Asl alle associazioni scientifiche, dagli informatori sanitari ai medici, tutti tacciono. Ottenere i prezzi di acquisto delle varie Asl è praticamente impossibile. Nessuno li fornisce. Ogni azienda sanitaria se li tiene per sé e rifiuta di renderli pubblici addirittura alle altre Asl. I dati sono taciuti al ministro della Salute &#8211; quando li richiede &#8211; dalle stesse Regioni. E&#8217; il caso della Sicilia che non ha mai inviato alle direzioni ministeriali che si occupano del monitoraggio-prezzi i dati dei loro costi di acquisto delle Asl. Perché questa omertà? Cosa si nasconde dietro la congiura del silenzio che protegge il prezziario nazionale dei dispostivi sanitari nella varie Aziende sanitarie italiane? E&#8217; un mercato dal fatturato miliardario: esclusa la farmaceutica, l&#8217;importo complessivo è di 7 miliardi all&#8217;anno.</p>
<p>IL SOSPETTO DI CORRUZIONE<br />
Le ipotesi sono più d&#8217;una: per alcuni si tratta di pessima gestione amministrativa delle forniture biomedicali. Per altri è una forma di degenerazione del federalismo sanitario: ogni Regione, essendo autonoma nella gestione del proprio bilancio sanitario, fa come crede. Ma lo scenario più inquietante è che l&#8217;altalena dei prezzi nasconda, invece, episodi di corruzione e tangenti. Come ad esempio avvenne otto anni fa a Torino, quando la magistratura contrastò un vasto, quanto diffuso e addirittura decennale sistema di corruzione sulla fornitura di valvole cardiache che interessava tutto il Nord: dal Piemonte (all&#8217;ospedale Molinette), alla Lombardia fino al Veneto. In quella vicenda la tangente concordata tra fornitori e cardiochirurghi all&#8217;insaputa delle commissioni aggiudicatrici dell&#8217;appalto faceva lievitare il prezzo delle protesi (acquistate dalle Asl coi soldi del contribuente), di circa 600 euro. Allora, la spiegazione del variare dei prezzi da Asl ad Asl era dunque la presenza o meno di tangenti sulle forniture. E oggi? Ad otto anni di distanza da quello scandalo, il rischio tangenti è tutt&#8217;altro che scongiurato. Lo ammette, sconsolato ma realistico, lo stesso ministro della Salute.</p>
<p>STRUTTURE TRASPARENTI<br />
&#8220;E&#8217; chiaro ed evidente &#8211; dichiara Fazio a Repubblica &#8211; che una quota definibile malaffare o corruzione non è assolutamente da escludersi. In parte può essere anche scarsa competenza, ma ben sappiamo che in sanità esistono abusi e spazi di interventi che sono contro la legge&#8221;. &#8220;Lo sappiamo e non ci sfugge&#8221;, osserva il ministro. Ed è per questo che, aggiunge, &#8220;vogliamo di fatto togliere alle singole Asl questo tipo di attività per conferirle sul territorio nazionale a strutture centralizzate che siano trasparenti. Dalla centralizzazione dei beni e servizi ci potremmo attendere risparmi anche molto consistenti, dell&#8217;ordine di uno e forse due miliardi di euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;oscillazione dei prezzi dei dispositivi medici a parità di modello riguarda quasi tutte le specialità. Gli stessi pacemaker monocamerali con sensore della Medtronic Inc costano in Toscana 1.250 euro, in Piemonte 1.559, in Emilia Romagna 2.324 euro. Lo stesso avviene anche per le medicazioni in alginato (fibre derivate dalle alghe marine), indicate per ferite particolarmente sanguinanti. L&#8217;oscillazione all&#8217;interno della stessa regione può variare in Italia da 1,22 a 1,84 euro.</p>
<p>Ma gli imprenditori che sono ben consapevoli di vendere i loro prodotti medici a prezzi diversi alle varie Asl, come spiegano quel loro comportamento ai limiti dell&#8217;etica? Secondo Assobiomedica, l&#8217;associazione che riunisce 300 aziende di tecnologie biomedicali e diagnostica, le Asl non pagano. O pagano in ritardo. Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica, ha detto che l&#8217;80 per cento delle imprese del settore ha fatto partire azioni di pignoramento contro le Asl per recuperare i propri crediti insoluti, circa 5 miliardi di euro.</p>
<p>LA LENTEZZA DELLE ASL<br />
&#8220;Il rivenditore si trova in una morsa spietata &#8211; spiega, con imbarazzo, il titolare di una delle più importanti società di fornitura di protesi biomedicali che ha chiesto l&#8217;anonimato &#8211; da una parte deve pagare in tempi rapidi l&#8217;azienda produttrice, dall&#8217;altra è costretto ad attendere anche 784 giorni, come avviene in Calabria, per incassare il ricavato dalle Asl. E non sempre le banche accettano di scontare le fatture. Ecco perché molte aziende non prendono in considerazione appositamente i prezzi di riferimento del ministero, per cui accettano di vendere lo stesso prodotto da una parte 2.500 euro E da un&#8217;altra 3.500, per ricaricare sui prezzi finali gli interessi, modulandoli a seconda dei tempi di pagamento che cambiano da Regione a Regione&#8221;.</p>
<p>Come fare a sopravvivere in queste condizioni?</p>
<p>Ma il ritardo anche di più di due anni del pagamento dei fornitori da parte delle Asl non convince il direttore dell&#8217;Agenas, l&#8217;agezia nazionale per i servizi sanitari regionali. &#8220;Se così fosse &#8211; spiega Fulvio Moirano &#8211; assisteremmo ad incrementi di prezzi pari al costo del denaro, con variazioni dell&#8217;ordine del 5 per cento annuo, non certo a incrementi del 50, del 100 e addirittura del 200 per cento&#8221;. A denunciare il mercato impazzito dei dispositivi medici è da tempo, ma del tutto inascoltato, Andrea Messori, vicepresidente della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo). &#8220;Ogni anno &#8211; denuncia Messori &#8211; in ciascun ospedale si spendono in media 110 milioni di euro per l&#8217;acquisto di dispositivi medici soprattutto nell&#8217;ambito della cardiologia interventistica, contro 90 milioni di euro per i farmaci. Mentre per i farmaci c&#8217;è una governance, l&#8217;Aifa (agenzia italiana sui farmaci), un organo di controllo simile manca per i dispositivi. Col risultato che in questo settore il prezzo è libero con gare che si svolgono ospedale per ospedale, con un&#8217;eterogenità di prezzi enorme che possono raddoppiare o triplicare da zona a zona dell&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Ci sono differenze di prezzi &#8211; ammette Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, la federazione di tutte le aziende sanitarie italiane &#8211; assolutamente inspiegabili e che ci stupiscono. Quando queste differenze di prezzo sono troppo rilevanti qualche dubbio che le procedure non si siano svolte correttamente diventa inevitabile. Nella migliore delle ipotesi si tratta di scarsa capacità contrattuale dietro le quali talvolta si possono nascondere debolezze dell&#8217;animo umano&#8221;.</p>
<p>IL NORD NON E&#8217; VIRTUOSO<br />
Al di là del sospetto che prezzi doppi e tripli da Asl ad Asl nascondano fenomeni di corruttela, questo Far West del mercato genera sprechi di denaro pubblico, interessa tutte le regioni d&#8217;Italia comprese quelle &#8220;virtuose&#8221; del Nord, ed è una delle principali cause del disavanzo regionale di 5 miliardi di euro, il 5 per cento del fondo sanitario nazionale. Per questo la Commissione parlamentare sugli errori sanitari e sui disavanzi regionali presieduta da Leoluca Orlando aprirà un&#8217;inchiesta. Lo ha annunciato la deputata Melania Rizzoli, caprogruppo pdl in commissione. &#8220;Ci occuperemo di questo settore &#8211; annuncia Rizzoli &#8211; avviando un&#8217;indagine per evitare sprechi sanitari e ingiustizie a danno dei cittadini italiani&#8221;.</p>
<p>http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/21/news/inchiesta_italiana_21_maggio-4230616/?ref=HREC1-3</p>
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		<title>Scompenso cardiaco, da Pisa in arrivo il monitor wireless</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2010/01/25/scompenso-cardiaco-da-pisa-in-arrivo-il-monitor-wireless/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[monitor wireless]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità importanti in arrivo per i cardiopatici: a Pisa è infatti stato ultimato un dispositivo wireless in grado di monitorare da casa il cuore di chi è afflitto da scompenso cardiaco, migliorandone notevolmente la qualità della vita e agevolando  in tal modo chi deve recarsi continuamente in ospedale per effettuare controlli.
Il progetto, finanziato dalla Fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novità importanti in arrivo per i cardiopatici: a Pisa è infatti stato ultimato un dispositivo wireless in grado di monitorare da casa il cuore di chi è afflitto da scompenso cardiaco, migliorandone notevolmente la qualità della vita e agevolando  in tal modo chi deve recarsi continuamente in ospedale per effettuare controlli.</p>
<p>Il progetto, finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è stato realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha creato, dopo due anni di ricerca.<br />
Il prototipo di un sistema di monitoraggio indossabile e a basso costo, in grado di elaborare in tempo reale i parametri biomedici del paziente e di fornire segnali di allarme tempestivi.</p>
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		<title>Nuovo Polo cardio-toraco-vascolare</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2009/10/08/nuovo-polo-cardio-toraco-vascolare/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[apertura cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo polo]]></category>

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		<description><![CDATA[Policlinico Sant'Orsola Malpighi: un intervento che riguarda una superficie di 40.000 metri quadri, per un investimento complessivo di oltre 68 milioni di euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna. Offrire le migliori condizioni ambientali e tecnologiche per una piena integrazione funzionale di varie attività specialistiche di elevata complessità, come cardiologia, cardiochirurgia, trapianto del cuore e cuore-polmone, attività di didattica e ricerca. Questo l&#8217;obiettivo con cui viene realizzato il Polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico Sant&#8217;Orsola Malpighi: un intervento che riguarda una superficie di 40.000 metri quadri, per un investimento complessivo di oltre 68 milioni di euro.<br />
Nel nuovo edificio troveranno collocazione le funzioni del Dipartimento attività integrate cardio-toraco-vascolare, oggi collocate in diversi padiglioni non più completamente rispondenti ai requisiti strutturali e impiantistici e non dotati delle adeguate condizioni di funzionalità per gli operatori e di accoglienza per i pazienti. La nuova struttura permetterà inoltre di realizzare le migliori condizioni strutturali ed organizzative per un percorso assistenziale interdisciplinare.<br />
Nell&#8217;incontro di presentazione del progetto &#8211; nel corso del quale si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra &#8211; è stato inoltre inaugurato il nuovo Centro logistico per la distribuzione di materiale sanitario ed economale.<br />
Gli interventi di costruzione del Polo cardio-toraco-vascolare e del nuovo Centro logistico per la distribuzione di beni sanitari ed economali si inseriscono in una più ampia serie di interventi che costituiscono il programma pluriennale di ammodernamento edilizio e impiantistico del Policlinico Sant&#8217;Orsola-Malpighi (Piano Direttore), previsto nell’arco del decennio 2006-2015. Il programma conferma la strategia dei Poli edilizi (7 Poli) che concentreranno le attività oggi distribuite su 30 padiglioni, in modo da favorire l&#8217;integrazione interdisciplinare e la continuità assistenziale.</p>
<p>Il Polo cardio-toraco-vascolare<br />
L’intervento è finanziato con i contributi statali previsti per le aree metropolitane, con fondi regionali e dell’Università. E’ previsto che i lavori per la realizzazione dell’opera saranno completati entro il 2012<br />
Il nuovo edificio è un’imponente opera con una superficie di 40.000 metri quadri che si estenderà su quattro piani. La struttura ospiterà le seguienti funzioni:<br />
- posti letto degenza ordinaria e DH per pazienti medici, chirurgici, adulti e bambini: max 215<br />
- posti letto per assistenza intensiva: max 44<br />
- comparto operatorio: n. 6 sale<br />
- area diagnostico-interventistica: n. 7 sale<br />
- diagnostica per immagini: Eco, RX, TC, RM<br />
- area ambulatoriale: metri quadri 2.436<br />
- area studi e direzionale: metri quadri 1.495<br />
- area per ricerca clinica: metri quadri 555<br />
Le fonti di finanziamento, per complessivi 68.483.764,80 €, sono:<br />
a) finanziamento a carico dello Stato art. 71 legge 448/99: 28.573.764,80 €<br />
b) finanziamento a carico dell&#8217;Università degli Studi di Bologna: 12.910.000 €<br />
c) finanziamento a carico della Regione: 27.000.000 €<br />
Fonte: SabatoseraOnline</p>
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		<title>Come Recuperare il Ritmo Cardiaco</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2009/10/08/come-recuperare-il-ritmo-cardiaco/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Aritmologia interventistica]]></category>
		<category><![CDATA[elettrostimolazione]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[resincronizzazione cardiaca]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;Ospedale del Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli, si è discusso di cuore e, in particolar modo, della «Aritmologia interventistica, lo stato dell&#8217;arte e le nuove prospettive della resincronizzazione cardiaca». Il convegno si è svolto a «casa» del professor Raffaele Sangiuolo, direttore dell&#8217;unità operativa complessa di cardiologia, elettrofisiologia ed elettrostimolazione.
Nel corso del dibattito è stato affrontato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;Ospedale del Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli, si è discusso di cuore e, in particolar modo, della «Aritmologia interventistica, lo stato dell&#8217;arte e le nuove prospettive della resincronizzazione cardiaca». Il convegno si è svolto a «casa» del professor Raffaele Sangiuolo, direttore dell&#8217;unità operativa complessa di cardiologia, elettrofisiologia ed elettrostimolazione.</p>
<p>Nel corso del dibattito è stato affrontato un tema di primario interesse, come la gestione del paziente sottoposto a procedure di aritmologia interventistica ed in particolare ad impianto di dispositivi per il trattamento dello scompenso cardiaco definiti pacemaker &#8211; defibrillatori, impiantabili di resincronizzazione. Questi pazienti necessitano di un&#8217;attenta valutazione. Il loro arrivo in ospedale, viene seguito inizialmente dal medico del pronto soccorso, per poi evolvere nella valutazione dell&#8217;internista, del cardiologo clinico e successivamente dell&#8217;aritmologo interventista. Una volta dimesso il paziente torna ad una gestione congiunta tra il medico di famiglia, il cardiologo ambulatoriale e lo specialista ospedaliero.<br />
Il congresso è stato suddiviso in due parti: una teorica e un&#8217;altra di addestramento. Tra i partecipanti uno dei maggiori esperti a livello mondiale sulla terapia di resincronizzazione cardiaca, il dottor Antonio Curnis, responsabile del servizio di elettrofisiologia e cardiostimolazione degli «Spedali Civili &#8211; università di medicina e chirurgia di Brescia». Il dottor Curnis ha tenuto una lezione magistrale sulla resincronizzazione ventricolare nei pazienti con scompenso cardiaco in terza-quarta classe. Nel corso della giornata di studi, sono state rese note anche alcune cifre che riguardano lo scompenso cardiaco, l&#8217;evoluzione clinica di diverse comuni patologie, tipo la cardiopatia ischemica, le cardiopatie valvolari, le miocardiopatie. L&#8217;incidenza di scompenso cardiaco è di circa 2 milioni di casi l&#8217;anno nel mondo, oltre 470mila in Europa e quasi 100mila in Italia. Lo scompenso cardiaco è responsabile del 5-10% di tutte le ospedalizzazioni, risultando la più frequente causa di ricovero oltre i 65 anni di età.<br />
Dai vari interventi è emerso che, nonostante la progressiva introduzione di nuovi farmaci, in grado di migliorare l&#8217;evoluzione della malattia e di aumentare la sopravvivenza, la maggior parte dei pazienti scompensati, rimane fortemente sintomatica, con una prognosi infausta, gravata da un&#8217;alta mortalità dovuta a morte improvvisa o a progressiva disfunzione ventricolare sinistra refrattaria. La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è attualmente il più efficace trattamento non farmacologico in grado di consentire il recupero di un&#8217;attivazione ventricolare più fisiologica, attraverso stimolazione indotta sia dal ventricolo destro che dal sinistro. La terapia di resincronizzazione cardiaca, in aggiunta alla terapia medica ottimale, si è dimostrata in grado di migliorare in maniera statisticamente significativa la qualità della vita e la funzione del ventricolo sinistro, dimostrando inoltre di riuscire a ridurre le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco del 52% e la mortalità del 35%.<br />
Da circa tre anni è inoltre attivo nell&#8217;ambito del servizio di aritmologia interventistica un centro multidisciplinare per la diagnosi e la cura della sincope con esecuzione di test con lettino reclinabile per la diagnosi delle cause di sincope neuro mediata. A Napoli l&#8217;unità operativa complessa di cardiologia Fatebenefratelli si compone di 16 posti letto, di questi quattro letti di UTIC monitorizzati, controllati in centralina alla consolle, tutti corredati di assistenza respiratoria e 14 posti letto di degenza ordinaria di reparto. Tutti i pazienti dimessi da questo reparto, che si compone di dodici specialisti, diretto dal professor Raffaele Sangiuolo, sono seguiti, successivamente al ricovero, presso ambulatori dedicati, sia da un punto di vista clinico che diagnostico.</p>
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		<title>Omega-3 per prevenire le aritmie</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[aritmie]]></category>
		<category><![CDATA[cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[omega-3]]></category>

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		<description><![CDATA[Riducono il rischio in pazienti con insufficienza cardiaca. L'effetto è rapido e poi si mantiene ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell&#8217;Infarto (GISSI) ha prodotto una miniera di dati e scoperte che, negli ultimi 25 anni, hanno cambiato l&#8217;approccio all&#8217;infarto e alle malattie di cuore. L&#8217;ultimo risultato è stato presentato a Barcellona, al congresso dell&#8217;European Society of Cardiology, dove gli italiani hanno riferito che un adeguato apporto di acidi grassi polinsaturi omega-3 riduce gli episodi di aritmia nei pazienti con insufficienza cardiaca.<br />
STUDIO – Il GISSI sta studiando da tempo l&#8217;effetto degli omega-3 sulla salute del cuore: il primo studio sul tema è il GISSI-Prevenzione e risale al 1993-1995, quando i ricercatori dimostrarono che gli omega-3 (un grammo al giorno) riducono la mortalità nei pazienti reduci da un infarto. Dieci anni dopo gli italiani provarono lo stesso protocollo su persone con insufficienza cardiaca, scoprendo che anche in questo caso i grassi polinsaturi diminuiscono la mortalità (meno 9 per cento) e i ricoveri per problemi cardiovascolari (meno 8 per cento). A Barcellona sono stati presentati dati che approfondiscono questo tema: in una sperimentazione che ha coinvolto 6975 persone con insufficienza cardiaca, i ricercatori hanno voluto valutare l&#8217;effetto degli omega-3 sulle aritmie ventricolari e su quelle fatali. I risultati indicano chiaramente che gli omega-3 proteggono dal “cuore ballerino”: metà della riduzione di mortalità sui pazienti con insufficienza cardiaca è proprio da imputare al fatto che gli acidi grassi diminuiscono il pericolo di aritmie fatali. Scende anche del 17 per cento la probabilità aritmie gravi, ventricolari e non.<br />
PROTEZIONE – «Con il GISSI-Prevenzione dimostrammo che nel post-infarto gli omega-3 determinavano una protezione immediata dalla morte improvvisa – racconta Roberto Marchioli del Laboratorio di Epidemiologia Clinica delle Malattie Cardiovascolari del Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, responsabile della ricerca –. Con il GISSI-HF siamo andati a vedere se tale effetto si verificasse anche nei pazienti con scompenso, che sono più complessi: in questo caso vedemmo che le curve di mortalità non si separavano immediatamente dopo l&#8217;avvio del trattamento con omega-3, ma che c&#8217;era una parte di mortalità di fatto non prevenibile in questo modo. Stavolta allora abbiamo analizzato nello specifico gli eventi aritmici, verificando che gli omega-3 sono protettivi con un effetto che, di nuovo, emerge molto precocemente e si mantiene durante tutta la durata del trattamento». La mortalità per scompenso non prevenibile con gli omega-3, quindi, non dipende da alterazioni del ritmo del cuore.<br />
COME FUNZIONANO &#8211; Ma come funzionano questi acidi grassi? «Modificano il profilo elettrofisiologico dei canali ionici che si trovano sulla membrana delle cellule cardiache: in questo modo agiscono sugli impulsi elettrici che fanno contrarre il cuore, con un effetto finale che di fatto si traduce in una riduzione del rischio di aritmie», risponde Marchioli.<br />
DOSI – Di vera e propria terapia però si tratta, è bene sottolinearlo: i medici hanno cercato di aumentare i livelli endogeni di omega-3 con capsule “concentrate”, a dosi che non si raggiungono certo con la dieta. «Questi grassi, è noto, si trovano nel pesce azzurro. Ma in Italia il consumo è comunque abbastanza modesto e i livelli di omega-3 della popolazione generale sono mediamente bassi: per questo abbiamo dato integratori che consentissero di arrivare a un grammo al giorno. In altri termini, un intervento simile deve essere intrapreso dietro consiglio del medico», specifica il ricercatore. D&#8217;altro canto però uno studio appena pubblicato su FASEB Journal segnala che una dose giornaliera di appena 200 milligrammi di omega-3 modifica in positivo marcatori biochimici di rischio cardiovascolare, dopo appena otto settimane. Marchioli non si stupisce, e osserva: «Anche il semplice consumo di pesce è protettivo, e con quello non si arriva di certo a un grammo al giorno. Questo per dire che gli omega-3 hanno effetti variegati e sicuramente anche a dosi più basse agiscono in positivo, se non altro su alcuni aspetti legati al rischio cardiovascolare». Se quindi non ci sono indicazioni specifiche per ricorrere agli integratori, di certo una dieta molto ricca di omega-3 è già un buon punto di partenza per pensare al benessere del cuore. </p>
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		<title>Preeccitazione Ventricolare</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[aritmie]]></category>
		<category><![CDATA[identificazione precoce]]></category>
		<category><![CDATA[preeccitazione ventricolare]]></category>
		<category><![CDATA[storia naturale]]></category>
		<category><![CDATA[ventricolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra il 1995 e il 2005 sono stati raccolti, in modo prospettico, i dati clinici ed elettrofisiologici di 184 bambini ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La morte improvvisa può essere la prima manifestazione clinica nei bambini asintomatici con preeccitazione ventricolare, ma la riduzione dell’incidenza mediante ablazione profilattica richiede l’identificazione dei soggetti ad alto rischio.</p>
<p>Ricercatori del Dipartimento di Elettrofisiologia del San Raffaele di Milano, hanno cercato di descrivere la storia naturale della preeccitazione ventricolare nei pazienti in età pediatrica e di determinare i predittori di eventi aritmici potenzialmente minaccianti la vita.<br />
Tra il 1995 e il 2005 sono stati raccolti, in modo prospettico, i dati clinici ed elettrofisiologici di 184 bambini ( 66% maschi; età mediana 10 anni; range: 8-12 anni ) con pre-eccitazione ventricolare asintomatica all’ECG.<br />
 Dopo essere stati sottoposti ad esame di stimolazione, i soggetti sono stati tenuti sotto osservazione; non sono stati prescritti farmaci.<br />
L’endpoint primario dello studio era il presentarsi di eventi aritmici.<br />
Nell’arco di un periodo mediano di follow-up di 57 mesi dopo esame elettrofisiologico, 133 bambini ( età mediana: 10 anni ) non sono andati incontro ad eventi aritmici, rimanendo totalmente asintomatici, mentre 51 bambini hanno presentato, entro 20 mesi, un primo evento aritmico, che è stato potenzialmente minacciante la vita in 19 di loro ( età media: 10 anni ).<br />
Le tachiaritmie minaccianti la vita hanno avuto come conseguenza: arresto cardiaco in 3 pazienti , sincope in 3, sintomi atipici in 8, o sintomi minimi in 5.<br />
L’analisi univariata ha identificato come fattori di rischio per gli eventi aritmici potenzialmente minaccianti la vita, l’inducibilità della tachiaritmia ( p<0.001 ), il periodo refrattario anterogrado delle vie accessorie ( APERP ) minore o uguale a 240 ms ( p<0.001 ), e le vie accessorie multiple ( p<0.001 ).<br />
Predittori indipendenti all’analisi multivariata sono risultati APERP ( p=0.001 ) e la via accessoria multipla ( p=0.001 ).<br />
In conclusione, questi risultati sono potenzialmente rilevanti per l’identificazione precoce dei bambini asintomatici ad alto rischio con preeccitazione ventricolare.<br />
 Soggetti con APERP breve e vie multiple sono a più alto rischio di sviluppare eventi aritmici minaccianti la vita e sono i migliori candidati per l’ablazione profilattica. </p>
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		<title>Il cuore della Piccola Benedetta Controllato a distanza</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[aritmia]]></category>
		<category><![CDATA[cip]]></category>
		<category><![CDATA[controllo a distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suo è un caso record: è la più giovane paziente in Italia ad avere un chip sottopelle tramite il quale trasmette i dati del suo cuore ai medici dei Riuniti, che riescono a capire a distanza se vi siano nuove anomalie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedendola giocare nella sala delle conferenze stampa agli Ospedali Riuniti viene difficile credere che sia una bimba sottoposta ad un intervento delicatissimo, basato su una scossa elettrica che le ha bruciato la parte di cuore che causava la sua grave aritmia. Benedetta (nella foto con il papà), 13 mesi, gioca con i due fratelli e la sorellina, tutti più grandi di lei. E&#8217; in continuo movimento e ripete che &#8220;Cantù ha fatto bene al cuore&#8221;, in riferimento al dottore Francesco Cantù .<br />
Il suo è un caso record: è la più giovane paziente in Italia ad avere un chip sottopelle tramite il quale trasmette i dati del suo cuore ai medici dei Riuniti, che riescono a capire a distanza se vi siano nuove anomalie. Che per ora non ci sono state. Benedetta era arrivata agli ospedali Riuniti nel settembre 2008, con i genitori molto preoccupanti perchè in due ospedali del Milanese non avevano trovato soluzioni. &#8220;Era un incubo e sembrava che nessuno volesse sbilanciarsi &#8211; ha raccontato la mamma -. Qui però abbiamo trovato dei medici che hanno parlato chiaro&#8221;.<br />
La diagnosi parlava di un&#8217;aritmia ventricolare incessante, che portava il cuore a lavorare ad un terzo della sua capacità e soprattutto ad &#8220;andare fuori giri&#8221;, come un motore impazzito, con 180 pulsazioni al minuto. Un primo trattamento farmacologico non è servito e quindi si è deciso di operare, tramite un intervento di elettrofisiologia. &#8220;Il fatto che la paziente fosse così piccola &#8211; spiega Francesco Cantù, responsabile del Centro di Elettrofisiologia dei Riuniti &#8211; rendeva l&#8217;intervento molto rischioso. La prima difficoltà era individuare correttamente, grazie a una mappatura dei segnali elettrici cardiaci, l&#8217;area da cauterizzare in un cuore così piccolo&#8221;.<br />
Si è andati sostanzialmente a bruciare l&#8217;area ventricolare che provocava la disfunzione, lasciandola poi cicatrizzare. &#8220;Si doveva intervenire sul ventricolo sinistro, la struttura più importante del cuore e di più difficile accesso &#8211; ha aggiunto Paolo De Filippo, che ha eseguito l&#8217;intervento con Cantù -. La regione da trattare è stata raggiunta grazie ad una sonda, avanzata nel ventricolo di sinistra attraverso una finestra di collegamento tra le due cavità cardiache&#8221;.<br />
Si è risolta così un&#8217;anomalia gravissima. &#8220;Quando ho sentito parlare del tipo di operazione mi sembrava davvero qualcosa di irreale &#8211; ha ricordato la mamma di Benedetta -. Poi è andato tutto bene e mi hanno detto della necessità di impiantare un chip sotto pelle: incredibile, anche questo, ma funziona ed è servito. E&#8217; stato riaggiustato un cuore, ma soprattutto è stata riaggiustata una famiglia&#8221;.<br />
Un chip grande quanto una normalissima chiavetta Usb, che trasmette ad un&#8217;apparecchio collegato a Internet che a sua volta manda in rete tutti i dati del cuore di Benedetta, controllati agli Ospedali Riunti. 24 ore su 24, per diversi giorni dopo l&#8217;intervento, i medici hanno potuto monitorare la situazione a distanza.<br />
&#8220;E&#8217; un&#8217;altra operazione che dimostra l&#8217;eccellenza degli Ospedali Riuniti &#8211; ha commentato il direttore generale Carlo Bonometti -. Va sottolineato il grande lavoro di squadra che ha permesso di ottenere questo risultato importante per l&#8217;Elettrofisiologia, la cui eccellenza si unisce al già noto settore trapianti&#8221;.</p>
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