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	<title>Perfusione &#187; depressione</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Antidepressivi ed esiti cardiovascolari in pazienti senza rischio cardiovascolare noto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Michele Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[antidepressivi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi cardiovascolari]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene sia stato riconosciuto che la depressione e le malattie cardiache sono due disturbi comuni che spesso coesistono, il potenziale ruolo della depressione nello sviluppo di disturbi cardiovascolari è ancora controverso.
Gli obiettivi di questo studio erano: 1) identificare una coorte di soggetti non trattati per il rischio cardiovascolare, 2) analizzare l’associazione tra la depressione trattata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene sia stato riconosciuto che la depressione e le malattie cardiache sono due disturbi comuni che spesso coesistono, il potenziale ruolo della depressione nello sviluppo di disturbi cardiovascolari è ancora controverso.<br />
Gli obiettivi di questo studio erano: 1) identificare una coorte di soggetti non trattati per il rischio cardiovascolare, 2) analizzare l’associazione tra la depressione trattata e lo sviluppo di eventi cardiovascolari maggiori; 3) valutare se l’effetto della depressione trattata su eventi rilevanti sia differente a seconda delle fasce di età.<br />
È stata condotta un’analisi record-linkage sui database che includevano i dati su ospedalizzazioni, trattamenti farmacologici, informazioni demografiche di una popolazione di 299.866 soggetti di età ≥30 anni, in una unità sanitaria locale dell’Italia del Sud, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2004.<br />
Per confermare l’assenza di precedenti patologie cardiovascolari (definita da mancata ospedalizzazione per cause cardiovascolari e nessuna esposizione precedente a terapie cardiovascolari e antidiabetiche) sono stati interrogati i database nei 12 mesi precedenti l’index date.<br />
Per i pazienti esposti alla terapia antidepressiva, l’index date era la data della prima prescrizione. Per i soggetti non esposti ad antidepressivi, invece, l’index date corrispondeva alla prescrizione di qualsiasi farmaco diverso da trattamenti cardiovascolari o antidiabetici.<br />
La depressione è stata definita in termini di esposizione ad almeno 3 prescrizioni di antidepressivi (SSRI, triciclici; altri antidepressivi) entro l’anno identificato.<br />
I pazienti sono stati seguiti a partire dall’index date fino a 2 anni o fino al verificarsi di eventi quali: la mortalità totale, la prescrizione di eventuali farmaci cardiovascolari o antidiabetici, il ricovero con diagnosi cardiovascolare, un composito dei 3 eventi precedenti.<br />
I risultati erano espressi come hazard ratio (HR), con un intervallo di confidenza (CI) al 95% all&#8217;interno delle categorie di età 30-49, 50-60, &gt; 61 anni.<br />
Sono stati identificati 105.573 soggetti senza trattamento del rischio cardiovascolare al basale con un&#8217;età media di 49,2 anni. Di questi, 1.129 (1,1%) erano stati esposti ad un trattamento cronico per la depressione.<br />
I soggetti esposti ad antidepressivi erano più anziani rispetto ai non esposti (53,5 vs 49,1 anni; p &lt;0.001). L&#8217;uso di antidepressivi era più frequente nelle donne rispetto agli uomini (1.4 vs 0.7%, p &lt;0,001).<br />
La maggior parte dei soggetti (41,4%) era stata trattata con SSRI seguiti dai triciclici (37%). Tra i soggetti esposti agli antidepressivi il 47.7%, il 19% e il 33,3% avevano un’età rispettivamente di 30-49 anni, 50-59 anni e ≥60 anni.<br />
La percentuale di pazienti che presentava un composito dei 3 eventi valutati (mortalità da tutte le cause, ricovero per disturbi cardiovascolari, nuove prescrizioni di farmaci cardiovascolari) era significativamente più elevata tra i pazienti con depressione trattata rispetto al gruppo di confronto senza depressione (HR 1,62; 95% CI 1,44-1,82, p &lt;0,001).<br />
La percentuale di soggetti che aveva ricevuto nuove prescrizioni di farmaci cardiovascolari è stata significativamente più elevata tra i soggetti precedentemente esposti ad antidepressivi rispetto ai non esposti (16,5 vs 8,6%, p &lt;0,001).<br />
Il rischio aggiustato di ricevere una nuova prescrizione di farmaci cardiovascolari tra i pazienti già trattati con antidepressivi è stato 1,38 (1,20-1,60, p &lt;0,001). Anche se questa differenza era presente in tutte le categorie di età, non ha raggiunto un valore statisticamente significativo tra gli anziani ≥60 anni.<br />
La depressione ha aumentato il rischio di ricevere antidiabetici (HR 1.89; 1,34 &#8211; 2,66), statine (HR 1,87; 1,53-2,29) e antipertensivi (HR 1,25; 1,07-147) rispetto ai pazienti non esposti agli antidepressivi.<br />
In tutte le classi di età, tra i pazienti esposti ad antidepressivi, è stato dimostrato un aumento del rischio di ricevere nuovi trattamenti. Questa differenza era più evidente tra i gruppi più giovani, il che probabilmente rifletteva anche l&#8217;elevato tasso di prescrizione tra gli anziani non esposti al trattamento antidepressivo.<br />
Per quanto riguarda le classi di antidepressivi prescritti, gli SSRI e i triciclici, ma non altri antidepressivi, sono stati indipendentemente associati ad un aumento del 78% (HR 1,78; 1,37-2,32) e del 37% (HR 1,37; 1,03-1,82) della probabilità di ricevere antipertensivi.<br />
Il rischio di trattamento del diabete aumentava di circa 2 volte solo con l&#8217;esposizione a SSRI (HR 2,09; 1,15-3,79).<br />
È stata anche rilevata un’associazione statisticamente significativa tra l&#8217;uso di tutti i tipi di antidepressivi e l&#8217;esposizione alle statine.<br />
Durante i 2 anni di follow-up, la mortalità è stata dello 0,8%. Sugli 884 pazienti deceduti, 850 non erano stati esposti a antidepressivi rispetto a 34 esposti. Il rischio aggiustato di morte (HR) tra i pazienti esposti a farmaci antidepressivi era di 1,88 (1,33 &#8211; 2,66).<br />
Considerando la popolazione stratificata per età, l’analisi ha evidenziato che vi era un aumento della mortalità da tutte le cause in tutte le fasce di età ma, come previsto, solo nei pazienti anziani è stata dimostrata una differenza statisticamente significativa (3,3% vs 8,2%). Lo stesso valeva per l’insieme dei ricoveri e delle procedure per disturbi cardiovascolari.<br />
Questa analisi ha dimostrato che in pazienti senza patologie vascolari note/trattate al basale e con rischio cardiovascolare molto basso, esiste una significativa associazione tra esposizione ad antidepressivi e aumento della mortalità da tutte le cause ed incremento di nuove prescrizioni di farmaci cardiovascolari.<br />
Tra i limiti dello studio è stato evidenziato come non sia possibile determinare con precisione se l’associazione tra depressione e esiti cardiovascolari maggiori sia mediata dalla condizione di depressione o sia correlata al trattamento della patologia.</p>
<p>Conflitto di interesse: non dichiarato; lo studio è stato in parte finanziato dal progetto RIACE (Rischio assoluto Cardiovascolare-Epidemiologia) supportato dall’AIFA.</p>
<p>Riferimento bibliografico<br />
Monte S et al. Antidepressants and cardiovascular outcomes in patients without known cardiovascular risk. Eur J Clin Pharmacol 2009; 65:1131–38.</p>
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