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	<title>Perfusione &#187; Emodinamica</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>I N.A.S. CHIUDONO L’EMODINAMICA DEGLI OSPEDALI RIUNITI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[riuniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si sparge ai quattro venti che ormai &#8220;cardiochirurgia&#8221; è cosa fatta, senza che se ne veda l’ombra, se non nelle parole di tutti gli schieramenti, come se non bastasse crollano le braccia alla classe medica pubblica e privata nell’apprendere che i NAS dei Carabinieri hanno disposto la chiusura della sala di EMODINAMICA degli Ospedali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre si sparge ai quattro venti che ormai &#8220;cardiochirurgia&#8221; è cosa fatta, senza che se ne veda l’ombra, se non nelle parole di tutti gli schieramenti, come se non bastasse crollano le braccia alla classe medica pubblica e privata nell’apprendere che i NAS dei Carabinieri hanno disposto la chiusura della sala di EMODINAMICA degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.</p>
<p>Per intenderci la sala dove vengono eseguiti gli interventi d’urgenza per le patologie cardiologiche. L’unica dove venivano applicati anche i pace-maker.</p>
<p>Il che significa, in parole povere, che il cittadino colpito da una patologia acuta che abbisogna di un intervento immediato ed in ambiente adeguato e idoneo, dovrà essere immediatamente trasportato altrove.</p>
<p>Sembrerebbe, secondo voci ben informate, che i Nas abbiano riscontrato gravi carenze strutturali il cui ripristino richiederà tempi non brevi.</p>
<p>E’ davvero inconcepibile che la struttura più importante del reggino sia ridotta in queste condizioni. E’ davvero ancor più inconcepibile che tutte le risorse non vengano &#8211; una volta per tutte &#8211; utilizzate per garantire alla cittadinanza una assistenza adeguata ai tempi. Di converso, la politica attuale dei vertici dell’ASP mira al risparmio a tutti i costi, non evitando e combattendo gli sprechi &#8211; che pur ci sono &#8211; ma adottando provvedimenti che destabilizzano anche le strutture che erogano buona sanità: sia nel pubblico che nel privato.</p>
<p>Se alla chiusura di EMODINAMICA si aggiunge la garbata ma ferma protesta, giunta alla nostra redazione da parte di un autorevole esponente politico reggino, che ha denunciato lo stato di grave abbandono delle strutture della divisione di Ematologia, nonostante &#8220;la grande professionalità di medici ed infermieri&#8221;, la cosa diventa ancora più insopportabile .</p>
<p>La gente è stanca di vedersi denegato il diritto a curarsi nella propria città, scoraggiati sono anche i medici la cui professionalità è spesso &#8211; artatamente &#8211; messa in discussione a causa dell’assenza quasi totale di presidi e strutture.</p>
<p>Qui è necessario chiamare a raccolta tutti perchè si provveda nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile ad offrire una sanità adeguata ai tempi ed alle esigenze della gente. Sopratutto di quella che non ha le risorse per andare a farsi curare altrove.</p>
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		<title>Cardiochirurgia non invasivava</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[complicanze respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[finestra toracica]]></category>
		<category><![CDATA[non invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[prognosi severa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad otto mesi dal primo intervento effettuato al cuore in Italia senza aprire il torace, nuova frontiera della cardiochirurgia non invasiva, si registra un solo decesso.
La metodologia innovativa che consente di guarire gravi cardiopatie aprendo solo una piccola finestra toracica è stata realizzata ad Avellino, in Campania, nella Clinica Montevergine di Mercogliano ad opera del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad otto mesi dal primo intervento effettuato al cuore in Italia senza aprire il torace, nuova frontiera della cardiochirurgia non invasiva, si registra un solo decesso.<br />
La metodologia innovativa che consente di guarire gravi cardiopatie aprendo solo una piccola finestra toracica è stata realizzata ad Avellino, in Campania, nella Clinica Montevergine di Mercogliano ad opera del Professor Paolo Rubino e della sua equipe.</p>
<p>“Per noi è importante l’idea di far vivere persone che normalmente sarebbero spacciate. Su quarantacinque interventi abbiamo registrato un solo decesso.- sostiene Rubino, responsabile della Divisone di Emodinamica della Clinica Montevergine di Mercogliano &#8211; I nostri sono casi che senza le attuali tecniche che siamo riusciti a realizzare e a sperimentare, non hanno possibilità di vita più lunga dei sei mesi”.<br />
L’equipe del Dottor Paolo Rubino, nel giugno del 2008  ha impiantato per la prima volta la protesi in una paziente, il cui rischio di morte stimato, se si fosse sottoposta a terapia chirurgica tradizionale, era superiore al 30%. “Grazie a questa metodica è possibile dare una valida opzione terapeutica a pazienti che hanno una prognosi severa. L’apertura di una piccola finestra toracica consente di evitare complicanze respiratorie e riduce drasticamente i tempi di degenza ospedaliera rispetto alla chirurgia tradizionale. La sostituzione valvolare aortica trans apicale è una nuova frontiera della cardiologia interventistica” ha commentato il Dottor Rubino.<br />
Sino ad oggi la sostituzione valvolare aortica, con approccio chirurgico tradizionale mediante apertura completa del torace ed impianto di una valvola artificiale, rappresentava l’unica terapia possibile. Oggi èpossibile impiantare protesi valvolari aortiche senza la necessità dell’approccio chirurgico tradizionale, introducendo la protesi tramite un piccola finestra, grande meno di due centimetri, praticata nel torace. Tale foro è sufficiente ad esporre l’apice (la punta) del cuore, attraverso il quale è poi introdotta la protesi. Una volta all’interno del cuore, grazie all’uso dei raggi X, è possibile posizionare la valvola artificiale in corrispondenza di quella naturale e qui rilasciarla grazie alla dilatazione del palloncino. Non è quindi necessario aprire il torace.</p>
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		<title>Valvola Cardiaca Impiantata per via Percutanea</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Petraroia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[cardiochirurgo emodinamista]]></category>
		<category><![CDATA[catetere]]></category>
		<category><![CDATA[miniinvasiva]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[stenosi aortica]]></category>
		<category><![CDATA[valvola percutanea]]></category>

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		<description><![CDATA[Una valvola cardiaca artificiale e&#8217; stata impiantata per via percutanea (ovvero attraverso l&#8217;inserimento di un catetere sottopelle) e senza fare ricorso al &#8220;tradizionale&#8221; intervento chirurgico, ad Anthea hospital di Bari, struttura del Gruppo Villa Maria e accreditata con il servizio sanitario nazionale.
Si tratta del primo intervento del genere in una struttura ospedaliera privata accreditata pugliese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una valvola cardiaca artificiale e&#8217; stata impiantata per via percutanea (ovvero attraverso l&#8217;inserimento di un catetere sottopelle) e senza fare ricorso al &#8220;tradizionale&#8221; intervento chirurgico, ad Anthea hospital di Bari, struttura del Gruppo Villa Maria e accreditata con il servizio sanitario nazionale.</p>
<p>Si tratta del primo intervento del genere in una struttura ospedaliera privata accreditata pugliese. La procedura e&#8217; stata eseguita su una paziente di 82 anni residente nella provincia di Bari affetta da una stenosi aortica e da grave valvulopatia e insufficienza respiratoria, per la quale un comune intervento di sostituzione della valvola avrebbe comportato un elevato tasso di rischio. La paziente, peraltro, era portatrice di defibrillatore ed era stata sottoposta a due angioplastiche coronariche. L&#8217;impianto della valvola e&#8217; stato eseguito in un laboratorio di emodinamica &#8211; e non in sala operatoria &#8211; seguendo la stessa tecnica utilizzata per l&#8217;angioplastica coronarica (il cosiddetto &#8220;palloncino&#8221;). La procedura &#8211; eseguita dalle equipe di Alfredo Marchese (cardiologo-emodinamista) e Giuseppe Speziale (cardiochirurgo) unitamente ad Antonio Colombo del S. Raffaele di Milano &#8211; e&#8217; consistita nell&#8217;inserimento, nell&#8217;arteria femorale della paziente, di un catetere alla cui estremita&#8217; e&#8217; stata collocata la valvola, poi &#8220;espansa&#8221; una volta raggiunta e &#8220;ricoperta&#8221; la valvola ammalata. L&#8217;intervento &#8211; eseguito venerdi&#8217; scorso &#8211; e&#8217; perfettamente riuscito e, dopo due ore di osservazione, la paziente e&#8217; ritornata nel reparto di degenza registrando un decorso post operatorio piu&#8217; che soddisfacente: domani sara&#8217; dimessa. Tale procedura rientra in nuovi protocolli chirurgici che prevedono approcci meno invasivi per i pazienti affetti da gravi patologie cardiovascolari: un programma, avviato in Anthea e in sintonia con le prestazioni richieste dal servizio pubblico, frutto non solo di un&#8217;evoluzione tecnologica e scientifica ma soprattutto grazie all&#8217;approccio multidisciplinare che accomuna sempre piu&#8217; i cardiochirurghi e i cardiologi emodinamisti. Questo tema sara&#8217; oggetto di un convegno internazionale organizzato dal Gruppo Villa Maria i prossimi 17 e 18 aprile, che vedranno a Bari professionisti provenienti da ogni parte d&#8217;Italia e dall&#8217;estero.</p>
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