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	<title>Perfusione &#187; endoprotesi aortica</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Aneurisma dell’aorta: trattamenti endovascolari sempre più frequenti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia vascolare]]></category>
		<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[endoprotesi]]></category>
		<category><![CDATA[endoprotesi aortica]]></category>
		<category><![CDATA[endovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[mini invasiva]]></category>
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		<description><![CDATA[In particolare nell’aneurisma dell’aorta addominale e toracica, 3000 procedure endovascolari all’anno solo in Italia. Le procedure per via femorale superano gli interventi tradizionali. Quando eseguirle? L’interesse medico verso le procedure poco invasive, che rispettino l’integrità fisica del paziente e al contempo assicurino validi risultati terapeutici, è oggi di grande attualità. Le procedure endovascolari sono sempre più frequentemente impiegate nel trattamento della malattia aneurismatica, in particolare nell’aneurisma dell’aorta toracica e addominale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro paese ha attualmente il record europeo per il numero di procedure che vengono effettuate per via femorale: circa 3.000 all’anno, in alternativa agli interventi di chirurgia open, ovvero di chirurgia tradizionale, che prevedono l’apertura del torace o dell’addome.  I motivi principali di questo successo sono da ricercarsi negli importanti vantaggi che il paziente ottiene sottoponendosi a queste procedure e nell’evoluzione dei materiali e delle tecnologie ammesse, che contribuiscono a renderle sempre più sicure ed efficaci.  “L’ endoprotesi viene introdotta con un catetere in un vaso arterioso periferico, per correggere prevalentemente aneurismi dell’aorta toracica o addominale &#8211; afferma il Professor Luigi Inglese, Responsabile dell’U.O. di Cardiologia e Emodinamica Interventistica dell’IRCCS Policlinico San Donato &#8211; Il vantaggio principale per il paziente è indubbiamente legato all’utilizzo di una metodica mini invasiva e che offre buoni risultati. I pazienti candidati a questa procedura sono solitamente anziani e soggetti con condizioni fisiche generali non ottimali, che renderebbero l’intervento chirurgico tradizionale più rischioso”.  Come in tutti i campi anche in questo, il vertiginoso progresso delle tecnologie e la necessità di verifica dei risultati clinici si pongono come questioni di grande attualità.</p>
<p>Per questo, sabato 21 marzo presso l’ IRCCS Policlinico San Donato, si confrontano radiologi, cardiologi interventisti e chirurghi vascolari, con l’obiettivo di verificare le singole esperienze nell’ottica di ottimizzare i risultati clinici di queste procedure.  In particolare, verranno sottoposti a verifica gli interventi cosiddetti “ibridi”, cioè che comprendono un accesso chirurgico aperto associato ad un secondo momento endovascolare, per ridurre l’invasività e il rischio della procedura chirurgica e garantire, al meglio delle possibilità, l’affidabilità e la durata della procedura endovascolare.  Il tutto richiede, quindi, un lavoro di equìpe medico &#8211; chirurgica strettamente intergrato anche ai presidi diagnostici e alle cure intensive che devono precedere e seguire questi interventi.   L’IRCCS Policlinico San Donato fondato nel 1976 è un grande ospedale di ricerca e insegnamento, sede del Dipartimento cardiovascolare Edmondo Malan, che si pone tra i primi posti in Europa per volume di attività in campo cardiovascolare ed efficacia delle prestazioni nelle malattie del cuore e dei vasi. E’ sede del Triennio clinico del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e di numerose Scuole di Specializzazione. E’ il primo ospedale ad alta specializzazione interamente certificato ISO 9002 in Europa, dispone attualmente di 380 posti letto accreditati, 12 sale operatorie e di tutta l’alta tecnologia biomedica e al suo interno operano circa 1.000 addetti di cui 200 medici specialisti. E’ un’istituzione ospedaliera fortemente attiva anche nella cooperazione internazionale, ha infatti organizzato oltre 170 missioni nei paesi più disagiati con scopo didattico, clinico e umanitario. E’ anche sede di formazione permanente per specialisti provenienti da diversi Paesi, con l’assegnazione, con fondi propri, dal 1992 ad oggi di 180 borse di studio. Il Policlinico San Donato eroga prestazioni in tutte le principali specialità medico-chirurgiche e dispone di un Pronto Soccorso DEA integrato nella rete del 118 per l’ urgenza ed emergenza dell’area metropolitana milanese. Il Policlinico San Donato è stato riconosciuto dal Ministero della Salute “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” (IRCCS) per la ricerca e la cura delle “Malattie del cuore e dei grandi vasi nell’adulto e nel bambino” in considerazione dell’eccellenza dell’attività clinica, didattica e scientifica.</p>
<p>Fonte: salus.it</p>
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