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	<title>Perfusione &#187; eritrociti</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Gli aspetti morfologici delle emopatie</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[emopatie]]></category>
		<category><![CDATA[eritrociti]]></category>
		<category><![CDATA[morfologia delle emopatie]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante i progressi in campo tecnologico e diagnostico, la base della diagnosi ematologica rimane, e rimarrà probabilmente ancora a lungo, l’esame microscopico dello striscio di sangue periferico; un buon vetrino, strisciato e colorato adeguatamente, può fornire indicazioni circa le successive indagini da svolgere,con risparmio di tempo e di costi, e talvolta essere di per sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i progressi in campo tecnologico e diagnostico, la base della diagnosi ematologica rimane, e rimarrà probabilmente ancora a lungo, l’esame microscopico dello striscio di sangue periferico; un buon vetrino, strisciato e colorato adeguatamente, può fornire indicazioni circa le successive indagini da svolgere,con risparmio di tempo e di costi, e talvolta essere di per sé diagnostico.<br />
Purtroppo, proprio lo sviluppo dei moderni contaglobuli,l’immunofenotipizzazione e le indagini sul genotipo, stanno facendo sì che i cultori della diagnostica microscopica siano sempre meno tra i patologi clinici, e persino tra gli ematologi.Vale la pena ricordare alcune regole generali per un buon esame microscopico:<br />
•    il tempo: i campioni di sangue vanno strisciati entro 2-3 ore dal prelievo, ad evitare alterazioni morfologiche da artefatto; è il caso, ad esempio, dei linfociti, che tendono a blastizzare assumendo una basofilia citoplasmatica che può indurre ad errori diagnostici<br />
•    la scelta dell’obiettivo: l’ideale è, a mio parere, un 50X ad immersione, che permette una risoluzione migliore rispetto al 100X, e mostra una porzione di striscio più ampia, con una migliore valutazione d’insieme<br />
•    le zone dello striscio: la morfologia va valutata dove le cellule sono meglio distese, evitando la zona centrale e la coda; questo vale tanto per gli eritrociti (che in coda assumono tutti un aspetto sferoidale), quanto per i leucociti, ad eccezione dei linfociti capelluti della tricoleucemia che mantengono la tipica morfologia solo nella zona centrale, più spessa, dello striscio. Da ricordare inoltre che, specialmente per i campioni ipocellulari, meritano particolare attenzione i margini laterali dello striscio, dove è più facile reperire elementi patologici ben conservati, a differenza che sulle code.<br />
•    la globalità: è frequente, tra gli osservatori meno esperti, la tendenza a concentrare l’attenzione sulla sola serie cellulare per la quale si è deciso di strisciare il campione, dimenticando che il sangue è a tutti gli effetti un organo; valga l’esempio delle piastrinopenie, che spesso possono essere la spia di altre patologie ematologiche.</p>
<p>Scopo del mio lavoro sarà quello di presentare gli aspetti morfologici delle emopatie che possono essere diagnosticate, o perlomeno sospettate, già da uno striscio periferico, ed eventualmente con l’ausilio di un aspirato midollare.</p>
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