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	<title>Perfusione &#187; primapagina</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>Pacemaker, così si sprecano due miliardi all&#8217;anno. Ospedali pagano i prodotti il 30% in più</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità]]></category>
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		<description><![CDATA[I pacemaker variano da 1.250 euro in Toscana a 1.559 in Piemonte fino a 2.324 in Emilia Romagna, senza che ci sia una ragione apparente. Il ministro della Salute non esclude l&#8217;insidia delle &#8220;mazzette&#8221;
Lo stesso modello di protesi sanitaria, dalle valvole cardiache ai pacemaker, dai defibrillatori agli attrezzi chirurgici ha, in Italia, un prezzo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pacemaker variano da 1.250 euro in Toscana a 1.559 in Piemonte fino a 2.324 in Emilia Romagna, senza che ci sia una ragione apparente. Il ministro della Salute non esclude l&#8217;insidia delle &#8220;mazzette&#8221;</p>
<p>Lo stesso modello di protesi sanitaria, dalle valvole cardiache ai pacemaker, dai defibrillatori agli attrezzi chirurgici ha, in Italia, un prezzo che varia parecchio a seconda dell&#8217;Asl che lo acquista. &#8220;Repubblica&#8221; prova a squarciare il velo che copre il mercato impazzito dei dispositivi medici. E ora il ministro della Salute Ferruccio Fazio vuole togliere alle Asl il potere di acquistare questi prodotti. La Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori medici e sul disavanzo regionale ha annunciato l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta per porre fine a questo spreco enorme di denaro pubblico, una delle cause del disavanzo di bilancio di dieci regioni d&#8217;Italia oltreché dell&#8217;enorme crescita della spesa sanitaria nazionale. Ma a quanto ammonta lo spreco? Chi ci guadagna? Chi dovrebbe controllare?</p>
<p>Nessuno sa con precisione il perché di questo trend altalenante che non risparmia nessuna regione d&#8217;Italia. Che interessa il Nord quanto il Sud. E che si verifica in modo bipartisan in amministrazioni di entrambi gli schieramenti politici.</p>
<p>CENTRALIZZARE GLI ACQUISTI<br />
Il ministro non esclude che dietro quelle inspiegabili oscillazioni da elettrocardiogramma dei prezzi alligni la corruzione. A &#8220;Repubblica&#8221; annuncia la sua intenzione di centralizzare a livello regionale gli acquisti dei dispositivi medici, contando di risparmiare fino a due miliardi di euro all&#8217;anno. Si tratta di una cifra da capogiro se si considera che rappresenta lo 0,15 % del Pil. Ed è un argomento di estrema attualità visto che nella manovra da 25 miliardi che il governo si appresta a varare, si parla anche di tagli alla Sanità che, come capitolo di spesa, rappresenta l&#8217;80% dei bilanci regionali. &#8220;Ma prima di ricorrere a inaccettabili tagli &#8211; osserva Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera &#8211; è preferibile razionalizzare la spesa e puntare sui risparmi&#8221;.</p>
<p>Il caso forse più clamoroso di divario dei prezzi a parità di prodotto si registra, a sorpresa, nel Nord est, nei capoluoghi del Trentino Alto Adige: il defibrillatore bicamerale della Boston scientific (modello teligen 100 Dr F110) costa, a Trento, 13.500 euro, ad appena 50 chilometri di distanza, a Bolzano, 16.100. Duemilaseicento euro in più. Perché? Ma episodi analoghi si registrano ovunque, in Italia. E il settore forse più critico è quello del cuore.</p>
<p>IL BALLETTO DEI PREZZI<br />
I cardiologi infilano nelle coronarie ostruite dei piccolissimi tubicini, gli stent, che servono ad disostruire le arterie cardiache. E&#8217; una tecnologia relativamente recente che ha rivoluzionato la terapia dell&#8217;infarto e che ha ridotto vertiginosamente il ricorso al tradizionale by-pass chirurgico. Per evitare che quei tubicini vengano ostruiti dal colesterolo, vengono ricoperti al loro interno da sostanze particolari e prendono il nome di &#8220;stent medicati&#8221;. Ebbene, lo &#8220;stent medicato&#8221; a rilascio di farmaco Xience V costa a Terni 594 euro, ma a Genova il prezzo misteriosamente raddoppia balzando a 1.250 euro. Per un altro modello, il Taxus Liberte-Promus Elemento, avviene inspiegabilmente il contrario: il prezzo più alto è a Terni (1.486 euro), dove costa più del doppio di quello del centro acquisti Estav-Sudest della Regione Toscana (670 euro).</p>
<p>Stesso discorso vale in cardiochirurgia. Una valvola aortica cardiaca percutanea ha un prezzo di 19mila euro all&#8217;Azienda ospedaliera Niguarda di Milano, di 20mila alle Molinette e di 21mila all&#8217;Estav-Sudest Toscana. Le stesse valvole meccaniche mitraliche all&#8217;Estav-Sudest della Regione Toscana costano 2.380 euro, 2.500 all&#8217;ospedale di Alessandria e 3.400 all&#8217;Azienda messinese Papardo Piemonte. I prezzi delle valvole cardiache aortiche e mitraliche biologiche oscillano dai 2.150 euro dell&#8217;Estav-Centro Toscana ai 2.500 di Molinette, Alessandria e Niguarda. Dai 2.600 euro dell&#8217;ospedale di Terni ai 3.200 del Papardo Piemonte di Messina.</p>
<p>Anche la chirugia non è esente dal fenomeno dell&#8217;altanena dei prezzi a parità di prodotto. I trocar &#8211; tubi che si piantano nell&#8217;addome attraverso cui si introducono fibre ottiche e strumenti chirurgici, pinze e forbici &#8211; hanno prezzi che variano all&#8217;interno della stessa Regione da un minimo di 80 euro a un massimo di 102.</p>
<p>Se qualunque altro prodotto presentasse oscillazioni dei prezzi di tali percentuali, dal 50 al 100 e perfino al 200 per cento, si direbbe che il mercato è in mano agli speculatori. Le associazioni dei consumatori insorgerebbero. Interverrebbe il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Gli imprenditori scorretti verrebbero perseguiti dalla Guardia di finanza. E i centri acquisti della pubblica amministrazione sarebbero indagati dalla Corte dei Conti.</p>
<p>LA CONGIURA DEL SILENZIO<br />
Nel mercato delle protesi sanitarie, invece, nessuno denuncia queste gravi anomalie che vanno contro la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Anzi, nonostante tutti ne siano a conoscenza da anni, dal ministero della Salute ad Assobiomedica, dalle Asl alle associazioni scientifiche, dagli informatori sanitari ai medici, tutti tacciono. Ottenere i prezzi di acquisto delle varie Asl è praticamente impossibile. Nessuno li fornisce. Ogni azienda sanitaria se li tiene per sé e rifiuta di renderli pubblici addirittura alle altre Asl. I dati sono taciuti al ministro della Salute &#8211; quando li richiede &#8211; dalle stesse Regioni. E&#8217; il caso della Sicilia che non ha mai inviato alle direzioni ministeriali che si occupano del monitoraggio-prezzi i dati dei loro costi di acquisto delle Asl. Perché questa omertà? Cosa si nasconde dietro la congiura del silenzio che protegge il prezziario nazionale dei dispostivi sanitari nella varie Aziende sanitarie italiane? E&#8217; un mercato dal fatturato miliardario: esclusa la farmaceutica, l&#8217;importo complessivo è di 7 miliardi all&#8217;anno.</p>
<p>IL SOSPETTO DI CORRUZIONE<br />
Le ipotesi sono più d&#8217;una: per alcuni si tratta di pessima gestione amministrativa delle forniture biomedicali. Per altri è una forma di degenerazione del federalismo sanitario: ogni Regione, essendo autonoma nella gestione del proprio bilancio sanitario, fa come crede. Ma lo scenario più inquietante è che l&#8217;altalena dei prezzi nasconda, invece, episodi di corruzione e tangenti. Come ad esempio avvenne otto anni fa a Torino, quando la magistratura contrastò un vasto, quanto diffuso e addirittura decennale sistema di corruzione sulla fornitura di valvole cardiache che interessava tutto il Nord: dal Piemonte (all&#8217;ospedale Molinette), alla Lombardia fino al Veneto. In quella vicenda la tangente concordata tra fornitori e cardiochirurghi all&#8217;insaputa delle commissioni aggiudicatrici dell&#8217;appalto faceva lievitare il prezzo delle protesi (acquistate dalle Asl coi soldi del contribuente), di circa 600 euro. Allora, la spiegazione del variare dei prezzi da Asl ad Asl era dunque la presenza o meno di tangenti sulle forniture. E oggi? Ad otto anni di distanza da quello scandalo, il rischio tangenti è tutt&#8217;altro che scongiurato. Lo ammette, sconsolato ma realistico, lo stesso ministro della Salute.</p>
<p>STRUTTURE TRASPARENTI<br />
&#8220;E&#8217; chiaro ed evidente &#8211; dichiara Fazio a Repubblica &#8211; che una quota definibile malaffare o corruzione non è assolutamente da escludersi. In parte può essere anche scarsa competenza, ma ben sappiamo che in sanità esistono abusi e spazi di interventi che sono contro la legge&#8221;. &#8220;Lo sappiamo e non ci sfugge&#8221;, osserva il ministro. Ed è per questo che, aggiunge, &#8220;vogliamo di fatto togliere alle singole Asl questo tipo di attività per conferirle sul territorio nazionale a strutture centralizzate che siano trasparenti. Dalla centralizzazione dei beni e servizi ci potremmo attendere risparmi anche molto consistenti, dell&#8217;ordine di uno e forse due miliardi di euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;oscillazione dei prezzi dei dispositivi medici a parità di modello riguarda quasi tutte le specialità. Gli stessi pacemaker monocamerali con sensore della Medtronic Inc costano in Toscana 1.250 euro, in Piemonte 1.559, in Emilia Romagna 2.324 euro. Lo stesso avviene anche per le medicazioni in alginato (fibre derivate dalle alghe marine), indicate per ferite particolarmente sanguinanti. L&#8217;oscillazione all&#8217;interno della stessa regione può variare in Italia da 1,22 a 1,84 euro.</p>
<p>Ma gli imprenditori che sono ben consapevoli di vendere i loro prodotti medici a prezzi diversi alle varie Asl, come spiegano quel loro comportamento ai limiti dell&#8217;etica? Secondo Assobiomedica, l&#8217;associazione che riunisce 300 aziende di tecnologie biomedicali e diagnostica, le Asl non pagano. O pagano in ritardo. Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica, ha detto che l&#8217;80 per cento delle imprese del settore ha fatto partire azioni di pignoramento contro le Asl per recuperare i propri crediti insoluti, circa 5 miliardi di euro.</p>
<p>LA LENTEZZA DELLE ASL<br />
&#8220;Il rivenditore si trova in una morsa spietata &#8211; spiega, con imbarazzo, il titolare di una delle più importanti società di fornitura di protesi biomedicali che ha chiesto l&#8217;anonimato &#8211; da una parte deve pagare in tempi rapidi l&#8217;azienda produttrice, dall&#8217;altra è costretto ad attendere anche 784 giorni, come avviene in Calabria, per incassare il ricavato dalle Asl. E non sempre le banche accettano di scontare le fatture. Ecco perché molte aziende non prendono in considerazione appositamente i prezzi di riferimento del ministero, per cui accettano di vendere lo stesso prodotto da una parte 2.500 euro E da un&#8217;altra 3.500, per ricaricare sui prezzi finali gli interessi, modulandoli a seconda dei tempi di pagamento che cambiano da Regione a Regione&#8221;.</p>
<p>Come fare a sopravvivere in queste condizioni?</p>
<p>Ma il ritardo anche di più di due anni del pagamento dei fornitori da parte delle Asl non convince il direttore dell&#8217;Agenas, l&#8217;agezia nazionale per i servizi sanitari regionali. &#8220;Se così fosse &#8211; spiega Fulvio Moirano &#8211; assisteremmo ad incrementi di prezzi pari al costo del denaro, con variazioni dell&#8217;ordine del 5 per cento annuo, non certo a incrementi del 50, del 100 e addirittura del 200 per cento&#8221;. A denunciare il mercato impazzito dei dispositivi medici è da tempo, ma del tutto inascoltato, Andrea Messori, vicepresidente della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo). &#8220;Ogni anno &#8211; denuncia Messori &#8211; in ciascun ospedale si spendono in media 110 milioni di euro per l&#8217;acquisto di dispositivi medici soprattutto nell&#8217;ambito della cardiologia interventistica, contro 90 milioni di euro per i farmaci. Mentre per i farmaci c&#8217;è una governance, l&#8217;Aifa (agenzia italiana sui farmaci), un organo di controllo simile manca per i dispositivi. Col risultato che in questo settore il prezzo è libero con gare che si svolgono ospedale per ospedale, con un&#8217;eterogenità di prezzi enorme che possono raddoppiare o triplicare da zona a zona dell&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Ci sono differenze di prezzi &#8211; ammette Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, la federazione di tutte le aziende sanitarie italiane &#8211; assolutamente inspiegabili e che ci stupiscono. Quando queste differenze di prezzo sono troppo rilevanti qualche dubbio che le procedure non si siano svolte correttamente diventa inevitabile. Nella migliore delle ipotesi si tratta di scarsa capacità contrattuale dietro le quali talvolta si possono nascondere debolezze dell&#8217;animo umano&#8221;.</p>
<p>IL NORD NON E&#8217; VIRTUOSO<br />
Al di là del sospetto che prezzi doppi e tripli da Asl ad Asl nascondano fenomeni di corruttela, questo Far West del mercato genera sprechi di denaro pubblico, interessa tutte le regioni d&#8217;Italia comprese quelle &#8220;virtuose&#8221; del Nord, ed è una delle principali cause del disavanzo regionale di 5 miliardi di euro, il 5 per cento del fondo sanitario nazionale. Per questo la Commissione parlamentare sugli errori sanitari e sui disavanzi regionali presieduta da Leoluca Orlando aprirà un&#8217;inchiesta. Lo ha annunciato la deputata Melania Rizzoli, caprogruppo pdl in commissione. &#8220;Ci occuperemo di questo settore &#8211; annuncia Rizzoli &#8211; avviando un&#8217;indagine per evitare sprechi sanitari e ingiustizie a danno dei cittadini italiani&#8221;.</p>
<p>http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/21/news/inchiesta_italiana_21_maggio-4230616/?ref=HREC1-3</p>
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		<title>Il trattamento con Ace inibitori prima dell’intervento di bypass aorto-coronarico</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[ace inibitori]]></category>
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		<description><![CDATA[Il trattamento con Ace inibitori prima dell’intervento di bypass aorto-coronarico in circolazione extracorporea è associato a una riduzione del danno renale post-operatorio.
Un elevato numero di pazienti indirizzati ad intervento di bypass aorto-coronarico ( CABG ) sono in trattamento cronico con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina ( Ace ). Poiché gli Ace inibitori provocano una riduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trattamento con Ace inibitori prima dell’intervento di bypass aorto-coronarico in circolazione extracorporea è associato a una riduzione del danno renale post-operatorio.</p>
<p>Un elevato numero di pazienti indirizzati ad intervento di bypass aorto-coronarico ( CABG ) sono in trattamento cronico con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina ( Ace ). Poiché gli Ace inibitori provocano una riduzione del filtrato glomerulare, è stato suggerito che la loro sospensione prima dell’intervento possa ridurre il danno renale provocato dalla circolazione extracorporea. Tuttavia i pochi studi retrospettivi disponibili in letteratura riportano dati discordanti.</p>
<p>Ricercatori dell’Università di Roma hanno valutato l’impatto della terapia con Ace inibitori sul danno renale nei pazienti sottoposti ad intervento di bypass aortocoronarico in circolazione extracorporea mediante un’analisi basata sul propensity score, che ha permesso di minimizzare l’errore di campionamento.</p>
<p>L’analisi è stata condotta su 531 pazienti, sottoposti ad intervento isolato di CABG in circolazione extracorporea nel periodo 2004-2007, di cui 204 hanno ricevuto Ace inibitori al momento dell’intervento.<br />
Sono stati esclusi dall’analisi i pazienti con insufficienza renale cronica in dialisi ( n=8 ) e i pazienti in trattamento con antagonisti per il recettore dell’angiotensina ( n=60 ).<br />
Per ogni paziente è stato ottenuto un propensity score basato sulla probabilità di ricevere Ace-inibitori prima dell’intervento ed il propensity score è stato utilizzato come fattore di correzione nell’analisi multivariata.<br />
È stato definito come danno renale post-operatorio una riduzione nella clearance della creatinina maggiore del 20% o la necessità di emofiltrazione per insufficienza renale acuta anurica nel periodo post-operatorio.</p>
<p>Dopo la correzione basata sul propensity score e sulle covariate, l’analisi multivariata ha mostrato che gli Ace inibitori hanno un effetto protettivo sul danno renale dopo intervento CABG ( odds ratio, OR=0.8; p&lt;0.01 ).</p>
<p>Altre covariate associate in modo indipendente al danno renale sono risultate l’età ( OR=1.17 per 1 anno; p&lt;0.001 ), il sesso femminile ( OR=0.7; p&lt;0.001 ); la frazione di eiezione del ventricolo sinistro inferiore al 30% ( OR=2.1; p&lt;0.01 ); la clearance della creatinina pre-operatoria ( OR=1.23 per ogni 10ml/min di riduzione; p&lt;0.001 ); il diabete ( OR=1.8; p&lt;0.01 ); il tempo di bypass cardiopolmonare ( OR=1.3 per ogni 10 min; p&lt;0.01 ).</p>
<p>La mortalità operatoria ( a 30 giorni ) non è risultata statisticamente differente tra i due gruppi ( 2.4 vs 4.0% nel gruppo trattato con Ace inibitori e non-trattato; p=0.45 ).</p>
<p>Dallo studio è emerso che il trattamento con Ace inibitori prima dell’intervento di bypass aorto-coronarico in circolazione extracorporea è associato ad una riduzione del danno renale post-operatorio.<br />
Nessuna evidenza clinica è a sostegno della sospensione dell’Ace inibizione prima dell’intervento.<br />
Contrariamente, questo risultato suggerisce che l’attivazione del sistema renina-angiotensina gioca un ruolo fondamentale nella determinazione del danno renale correlato con la circolazione extracorporea, indicando l’opportunità della terapia con Ace inibitori nei pazienti con indicazione a CABG. ( Xagena2007 )</p>
<p>Fonte: Benedetto U et al, Giornale Italiano di Cardiologia, 2007</p>
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		<title>2° Concorso Nazionale  “Miglior Studente dell’anno 2009/2010”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 08:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[corso di laurea]]></category>
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		<description><![CDATA[Corso di Laurea in:
“Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione  Cardiovascolare”
22 maggio 2010 A.C.O. San Filippo Neri ROMA
Bando di Concorso “Miglior Studente dell’anno 2009/2010”
E’ indetto per il giorno 22 maggio 2010 presso l’Azienda Complesso  Ospedaliera San Filippo Neri di Roma  il 2° Concorso Nazionale per il  Miglior Studente per l’anno accademico 2009/2010 del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Corso di Laurea in:<br />
“Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione  Cardiovascolare”<br />
22 maggio 2010 A.C.O. San Filippo Neri ROMA</p>
<p>Bando di Concorso “Miglior Studente dell’anno 2009/2010”<br />
E’ indetto per il giorno 22 maggio 2010 presso l’Azienda Complesso  Ospedaliera San Filippo Neri di Roma  il 2° Concorso Nazionale per il  Miglior Studente per l’anno accademico 2009/2010 del Corso di Laurea in  Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione  Cardiovascolare<br />
L’iscrizione al Concorso è Gratuita.<br />
Requisiti di partecipazione<br />
Possono partecipare al suddetto concorso tutti gli studenti regolarmente  iscritti al 3° (terzo) anno di Corso.<br />
Domanda di partecipazione<br />
•    La domanda di partecipazione al concorso deve pervenire entro il 10  maggio 2010 al seguente indirizzo di posta elettronica:<br />
lui-gi64@libero.it<br />
La documentazione cartacea deve essere spedita entro il 10 maggio 2010  (fa fede il timbro postale) al seguente indirizzo:</p>
<p>Dott. Luigi De Marco<br />
Coordinatore del Corso di Laurea in T.F.C.P.C.<br />
c/o Segreteria Corsi di Laurea Ospedale San Filippo Neri<br />
Padiglione 17 – Comprensorio Santa Maria della Pietà<br />
Piazza Santa Maria della Pietà n°5<br />
00135 Roma</p>
<p>•    Documentazione cartacea da inviare:<br />
-    Fotocopia di un documento d’identità;<br />
-    Certificato rilasciato dalla segreteria universitaria attestante  gli esami sostenuti con i relativi  voti;</p>
<p>La Commissione Giudicatrice:<br />
La Commissione giudicatrice sarà composta dai Coordinatori del Tirocinio  delle varie Università.</p>
<p>Prova di Esame<br />
•    Prima prova<br />
Prova scritta: n° 51 domande a risposta multipla.<br />
•    Seconda Prova<br />
Prova pratica: montaggio di un circuito per C.E.C.</p>
<p>Valutazione</p>
<p>La valutazione  con relativo punteggio sarà effettuata sul risultato  delle seguenti prove (massimo punteggio 100):<br />
•    Prima Prova :              “Quiz a scelta multipla”     max 51  punti.<br />
•    Seconda Prova:                 “Prova pratica”         max 25  punti.<br />
•    Media Esami Sostenuti:                    max 24 punti.</p>
<p>Premi</p>
<p>1° Premio: Notebook<br />
2° Premio: Videocamera digitale<br />
3° Premio: Fotocamera digitale<br />
A tutti i partecipanti verrà consegnato una Pen-drive<br />
In Sede d’esame<br />
L’esame si terrà presso il Teatro  dell’Ospedale San Filippo Neri  (Pad.90)<br />
Le prove d’esame inizieranno alle ore 11:30.<br />
Lo studente dovrà presentare:<br />
•    Un documento d’identità;<br />
•    Il libretto universitario originale (non sono ammesse fotocopie).</p>
<p>Domanda di Partecipazione<br />
2° Concorso Nazionale<br />
“Miglior Studente dell’anno 2009/2010”<br />
Corso di Laurea in:<br />
“Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione  Cardiovascolare”</p>
<p>Nome ………………………………………………………………………<br />
Cognome …………………………………………………………………<br />
Luogo e data di nascita ……………………………………………….<br />
Università di appartenenza ……………………………………………<br />
Recapito Telefonico …………………………………………………….<br />
E.mail ………………………………………………………………………</p>
<p>Data ……………</p>
<p>Firma</p>
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		<item>
		<title>Leucemia Mieloide Acuta M2</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia acuta]]></category>
		<category><![CDATA[mieloide]]></category>
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		<description><![CDATA[La foto mostra un quadro lievemente atipico di M2: i blasti appaiono discretamente polimorfi e poco omogenei nelle dimensioni, a citoplasma basofilo discretamente abbondante; in alcuni elementi si notano scarse granulazioni (blasti di tipo 2), mentre in due cellule sono presenti corpi di Auer, che appaiono come sottili bastoncelli azurofili e che sono espressione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La foto mostra un quadro lievemente atipico di M2: i blasti appaiono discretamente polimorfi e poco omogenei nelle dimensioni, a citoplasma basofilo discretamente abbondante; in alcuni elementi si notano scarse granulazioni (blasti di tipo 2), mentre in due cellule sono presenti corpi di Auer, che appaiono come sottili bastoncelli azurofili e che sono espressione di una difettosa granulopoiesi, caratteristici della linea mieloide; Nella M2 normalmente i blasti non contengono più di due corpi di Auer.</p>
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		<title>In arrivo il robot cardiochirurgo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 12:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore battente]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[robot cardiochirurgico]]></category>

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		<description><![CDATA[In sperimentazione un modello tridimensionale computerizzato per operare a cuore battente
MILANO &#8211; Non è la prima volta che i robot entrano in sala operatoria, ma stavolta stanno per intervenire perfino su un cuore che batte: lo dovrebbe consentire un modello tridimensionale computerizzato messo a punto da un gruppo di esperti di robotica dell&#8217;università di Montpellier, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In sperimentazione un modello tridimensionale computerizzato per operare a cuore battente</p>
<p>MILANO &#8211; Non è la prima volta che i robot entrano in sala operatoria, ma stavolta stanno per intervenire perfino su un cuore che batte: lo dovrebbe consentire un modello tridimensionale computerizzato messo a punto da un gruppo di esperti di robotica dell&#8217;università di Montpellier, in Francia.</p>
<p>PROTOTIPO – Il modello è stato presentato con uno studio uscito sull&#8217;International Journal of Robotic Research: è capace di prevedere i movimenti del cuore mentre batte, consentendo agli strumenti di sincronizzarsi con ciascun battito, e tiene conto anche di come si muove il torace durante la respirazione. In pratica, il chirurgo-robot (in realtà un braccio robotico manovrato dal chirurgo che si trova a una consolle di comando) potrà agire come se il cuore fosse fermo, poiché il sistema aggiusterà continuamente il tiro per assecondare i battiti del cuore. «I modelli precedenti di rappresentazione della superficie del cuore mentre batte erano bidimensionali, complicati e lenti per poter essere impiegati efficacemente in chirurgia. Questo modello 3D è il primo ad aver isolato con successo i movimenti di cuore e polmoni durante la chirurgia: non è stato facile, perché il cuore ha una forma irregolare e tende a espandersi in tutte le direzioni mentre batte», scrivono gli autori.</p>
<p>ENTUSIASMO INIZIALE – Negli ultimi dieci anni i robot hanno preso piede in sala operatoria, diventando utilissimi per operazioni di microchirurgia e interventi che richiedono la massima precisione; la loro incapacità ad adattarsi ad ambienti che cambiano rapidamente ne ha però ridotto l&#8217;impiego sul cuore. «Nei primi anni del 2000 queste tecniche si sono diffuse ampiamente anche in Italia, con un picco di entusiasmo che è però rapidamente rientrato – spiega Alessandro Mazzucco, presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca –. Qualche tempo fa una pubblicazione apparsa su Journal of Thoracic Cardiovascular Surgery ha sottolineato che si sono acquistate macchine costosissime senza che siano di pari passo aumentate le operazioni “robotiche”: negli Stati Uniti, ad esempio, si svolge così lo 0.5 per cento di tutti gli interventi. I “robot-chirurghi”, inoltre, si trovano in un limitatissimo numero di centri: la stragrande maggioranza li ha abbandonati o li usa sporadicamente».</p>
<p>PROBLEMI – Ma perché si sono prese così tanto le distanze dai robot-cardiochirurghi? «Non è facile usare questi strumenti per interventi a cuore battente, è inevitabile ricorrere alla circolazione extracorporea se si devono fare manovre all’interno del cuore, la sicurezza non è paragonabile alle operazioni tradizionali, i tempi e i costi sono ancora molti elevati – elenca Mazzucco –. I casi che si prestano al trattamento “robotico” sono quelli per cui è indicato l’uso dell’angioplastica, che quindi viene sempre preferita; l’intervento in cui le macchine sono state più utilizzate è il bypass aorto-coronarico a cuore battente, ma è diffusa la sensazione che i risultati siano inferiori rispetto ai metodi standard». Insomma, per ora non si intravedono impieghi concreti su larga scala. Il nuovo prototipo forse potrebbe cambiare le cose, visto che consentirà al chirurgo, armato di braccio-robot, di concentrarsi su ciò che deve fare senza dover tenere conto dei movimenti del cuore durante il battito. «In questo modo i cardiochirurghi potranno sottoporre a un intervento chirurgico pazienti che correrebbero troppi rischi a farsi operare bloccando il battito cardiaco, o anche casi in cui è richiesta un&#8217;estrema precisione e che oggi non vengono trattati per paura di possibili complicazioni durante l&#8217;intervento», spiegano i francesi del Laboratorio di Informatica, Robotica e Microelettronica di Montpellier.</p>
<p>FUTURO – «Anche in Itala si sta facendo ricerca per sviluppare strumenti robotici e modelli tridimensionali da usare in operazioni a cuore battente – informa Mazzucco –. Di certo ciò rappresenterà un indiscutibile passo avanti e sicuramente l’impegno nello sviluppo tecnologico offrirà reali vantaggi che davvero faciliteranno la procedura. Ma sono miglioramenti tecnici che non daranno, almeno nel futuro più prossimo, una chiara risposta alle critiche che hanno impedito a questa futuristica ma assai dispendiosa attrezzatura di affermarsi. Il progresso porterà senz’altro a risolvere la sfida del trattamento non invasivo delle malattie strutturali del cuore e di altri organi, ma è poco probabile che questo avvenga in tempi brevi», conclude il cardiochirurgo.</p>
<p>fonte: Elena Meli, corriere.it</p>
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		<title>Ecocardiografia 3D, riduce rischi durante intervento alle valvole cardiache</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 10:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.ssa. Francesca Evangelio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecocardiografia]]></category>
		<category><![CDATA[ecocardiografia]]></category>
		<category><![CDATA[ecocardiografia 3D]]></category>
		<category><![CDATA[ecocardiografia tridimensionale]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[valvole cardiache]]></category>

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		<description><![CDATA[Ridotte del 10 % le complicanze degli interventi alle valvole cardiache attraverso un’ecocardiografia tridimensionale che guida la mano del chirurgo senza bisogno di un intervento a cuore aperto.  Gli ultimi dati sul trattamento innovativo, che e’ già disponibile presso alcuni centri in Italia, sono stati presentati nell’ambito del trentesimo Congresso della Società italiana di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: black">Ridotte del 10 % le complicanze degli interventi alle <a title="Post marcati con valvole cardiache" href="http://www.liquidarea.com/tag/valvole-cardiache/"><span style="color: black">valvole cardiache</span></a> attraverso un’ecocardiografia tridimensionale che guida la mano del chirurgo senza bisogno di un intervento a cuore aperto. <span> </span>Gli ultimi dati sul trattamento innovativo, che e’ già disponibile presso alcuni centri in Italia, sono stati presentati nell’ambito del trentesimo Congresso della Società italiana di cardiologia invasiva dal direttore della Divisione di cardiologia invasiva dell’istituto Montevergine di Mercogliano, Paolo Rubino.</span></p>
<p>L’<a title="Post marcati con ecocardiografia 3D" href="http://www.liquidarea.com/tag/ecocardiografia-3d/">ecocardiografia 3D</a>, permettendo di avere una valutazione più accurata delle <a title="Post marcati con valvole cardiache" href="http://www.liquidarea.com/tag/valvole-cardiache/">valvole cardiache</a> senza il bisogno di un intervento al torace, consente pertanto un più corretto posizionamento della valvola con una significativa riduzione di almeno il 10 % delle complicanze, come ad esempio lo spostamento della protesi. ‘In Italia gli interventi su persone che hanno la malattia delle valvole sono circa 10mila l’anno – ha spiegato Paolo Rubino – se fino a ieri il paziente veniva trattato con la chirurgia tradizionale oggi e’ possibile sostituire le <a title="Post marcati con valvole cardiache" href="http://www.liquidarea.com/tag/valvole-cardiache/">valvole cardiache</a> senza aprire il torace nei pazienti ad alto rischio chirurgico’.</p>
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		<title>Sorin Group Annuncia i Risultati Preliminari Consolidati Per L&#8217;esercizio 2009.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[sorin group]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricavi consolidati a € 689,0 milioni (in crescita del 5,2%* sul 2008), EBITDA a € 99,4 milioni (14,4% dei ricavi, rispetto a 12,4% nel 2008) e EBIT a € 59,2 milioni (8,6% dei ricavi, rispetto a 7,0% nel 2008). Utile netto pari a € 28,0 milioni, 4,1% dei ricavi, rispetto a € -37,1 milioni nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricavi consolidati a € 689,0 milioni (in crescita del 5,2%* sul 2008), EBITDA a € 99,4 milioni (14,4% dei ricavi, rispetto a 12,4% nel 2008) e EBIT a € 59,2 milioni (8,6% dei ricavi, rispetto a 7,0% nel 2008). Utile netto pari a € 28,0 milioni, 4,1% dei ricavi, rispetto a € -37,1 milioni nel 2008. Risultato derivante dalle attività di funzionamento a € 31,5 milioni (€ 0,5 milioni nel 2008). Indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2009 pari a € 181,7 milioni rispetto a € 253,1 milioni al 31 dicembre 2008 e € 198,6 milioni al 30 settembre 2009. Nel quarto Trimestre 2009 i Ricavi consolidati sono cresciuti del 3,5%* a € 176,8 milioni, l’EBITDA è stato pari a € 30,8 milioni (17,4% dei ricavi), l’EBIT a € 19,4 milioni (11,0% dei ricavi) e l’utile netto a € 10,2 milioni (5,8% dei ricavi) Per il 2010, la Società prevede Ricavi in crescita del 2-4%* rispetto al 2009, un EBITDA in miglioramento al 15-16% dei ricavi e un Utile netto in crescita del 20-30% rispetto al 2009. L’indebitamento finanziario netto a fine 2010 è atteso in ulteriore riduzione a circa € 150 milioni. * * * Dati preliminari non assoggettati a revisione contabile. * * *</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione di Sorin S.p.A. (MIL:SRN) riunitosi oggi sotto la Presidenza di Rosario Bifulco, ha analizzato i risultati del quarto Trimestre 2009 e i risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2009. Il progetto di Bilancio definitivo relativo all’esercizio 2009 sarà approvato dal Consiglio di Amministrazione che si terrà il prossimo 19 marzo 2010. “Nel 2009 abbiamo completato il processo di turnaround della Società, ponendo solide basi per lo sviluppo futuro. Nel corso del 2010 continueremo a focalizzarci su un’attenta gestione finanziaria e sul contenimento dei costi, in linea con quanto definito nel nostro Piano strategico. Ci concentreremo, inoltre, sul completamento dello sviluppo di nuove tecnologie che saranno lanciate sul mercato nei prossimi 12-18 mesi, tra cui la nuova valvola innovativa PercevalSTM e il sistema di monitoraggio a distanza del ritmo cardiaco per il CRM”, ha affermato André-Michel Ballester, CEO di Sorin Group. EVOLUZIONE DEI RICAVI NEL QUARTO TRIMESTRE 2009 Nel quarto trimestre 2009, Sorin Group ha realizzato Ricavi per € 176,8 milioni, in crescita del 3,5%* rispetto allo stesso periodo nel 2008, grazie alla buona performance delle macchine cuore-polmone, delle valvole biologiche e dei defibrillatori. A tassi di cambio effettivi, i ricavi sono cresciuti dello 0,1% rispetto all’esercizio precedente.</p>
<p>La Business Unit Cardiopulmonary (macchine cuore-polmone, sistemi per la circolazione extracorporea e per autotrasfusione) ha realizzato ricavi per € 83,3 milioni, in crescita del 2,6%* rispetto al quarto trimestre 2008, trainati prevalentemente dalle vendite delle Macchine Cuore-Polmone, come avvenuto nei precedenti trimestri. In lieve calo i ricavi dei comparti Ossigenatori e Macchine per autotrasfusione, con una sostanziale tenuta delle quote di mercato globali. La Business Unit Cardiac Rhythm Management (dispositivi impiantabili per la gestione delle patologie del ritmo cardiaco) ha realizzato ricavi per € 64,6 milioni, in crescita dell’4,8%* rispetto al quarto trimestre 2008, principalmente riconducibili al segmento dei defibrillatori e dei CRT-D, mentre i ricavi del segmento dei pacemaker sono rimasti sostanzialmente stabili, confrontati con l’ottima perfomance, in particolare sul mercato giapponese, realizzata nello stesso trimestre dell’esercizio precedente.</p>
<p>La Business Unit Heart Valves (valvole cardiache meccaniche e biologiche, prodotti per la riparazione valvolare) ha realizzato ricavi per € 28,1 milioni, in crescita del 3,8%* sul quarto trimestre 2008, nuovamente trainati dal buon andamento della valvola biologica MitroflowTM, in particolare negli Stati Uniti. Il segmento delle valvole meccaniche ha risentito degli effetti dovuti alla progressiva conversione alle valvole biologiche. RISULTATI PRELIMINARI CONSOLIDATI PER L’ESERCIZIO 2009 Nel 2009 Sorin Group ha realizzato Ricavi per € 689,0 milioni, in crescita del 5,2%* (7,1% a tassi di cambio effettivi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Business Unit Cardiopulmonary ha realizzato ricavi pari a € 316,7 milioni nel 2009, in crescita del 2,4%* (4,6% a tassi di cambio effettivi) rispetto all’esercizio 2008. La buona performance è principalmente riconducibile alla crescente penetrazione delle macchine cuore-polmone su tutti i principali mercati dell’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone. I comparti degli ossigenatori e dei sistemi per autotrasfusione sono rimasti pressoché stabili, in un mercato maturo caratterizzato da un’elevata competitività.Nel 2009 è proseguito l’impegno da parte del Gruppo nella ricerca e sviluppo, che consentirà il lancio di numerosi prodotti nel corso del 2010, in tutte e tre le aree di business. Sono state adottate, inoltre, misure volte a migliorare la struttura produttiva e logistica, attraverso progetti mirati all’espansione del margine lordo e all’ottimale gestione delle scorte. Sono proseguiti gli sforzi volti a sostenere l’espansione in nuove aree commerciali e in business adiacenti. A tal fine, è stato perfezionato &#8211; nel febbraio 2009 &#8211; l’acquisto della linea di prodotto Clearglide® per il prelievo per via endoscopica di vasi sanguigni. Tali procedure, che consentono di effettuare il prelievo di vasi adatti per l’utilizzo in procedure di bypass aorto-coronarico con tecniche meno invasive, rappresentano un importante rafforzamento per l’offerta della Società, in particolare sul mercato statunitense.</p>
<p>La Business Unit Cardiac Rhythm Management ha registrato ricavi pari a € 255,6 milioni nel 2009, in crescita dell’9,1%* rispetto al 2008 (10,7% a tassi di cambio effettivi), con una buona performance nei principali paesi europei e in Giappone.L’esercizio 2009 è stato caratterizzato dall’introduzione sul mercato di numerosi prodotti che hanno arricchito la gamma ParadymTM di defibrillatori impiantabili, e le famiglie di pacemakers ReplyTM e FacilTM. Di recente, Sorin Group ha annunciato l’approvazione dell’Autorità sanitaria statunitense Food and Drug Administration (FDA) e il primo impianto di Paradym™ CRT, Modello 8750, caratterizzato da nuove e avanzate caratteristiche tecnologiche. Questa approvazione, insieme alla partenza a livello mondiale, nel dicembre 2009, dello studio clinico Clepsydra, dimostra l’impegno di Sorin a rafforzare la propria posizione di leadership nell’innovazione e nella gestione emodinamica dello scompenso cardiaco. Significativi progressi sono stati fatti, inoltre, sul fronte dello sviluppo tecnologico nell’ambito dei sistemi di monitoraggio a distanza, a seguito della conclusione, nel marzo 2009, di un accordo con Orange Business Services. Tali innovazioni sono state premiate con l’assegnazione alle due società, in novembre, del premio “Best Change-Maker”, assegnato dalla World Communication Awards. Nel mese di dicembre 2009, è stata infine perfezionata l’acquisizione di un importante distributore in Olanda al fine di rafforzare la presenza commerciale in questo mercato chiave. Nella seconda metà del 2009, la Società ha avviato la produzione nel nuovo sito manifatturiero e di ricerca basata a Clamart (France).</p>
<p>La Business Unit Heart Valves ha realizzato ricavi per € 112,8 milioni, in crescita dell’5,6%* (7,5% a tassi di cambio effettivi), trainata dal comparto delle valvole biologiche, grazie alla buona penetrazione della valvola MitroflowTM negli Stati Uniti, mentre il comparto delle valvole meccaniche è in progressiva contrazione, in linea con le attese.E’ proseguito nel corso dell’esercizio 2009, l’impegno nella ricerca e sviluppo principalmente con il progetto PercevalSTM, dedicato allo sviluppo di una valvola chirurgica auto-espandibile in pericardio bovino altamente innovativa. In febbraio, a seguito del completamento dello studio pilota (First-In-Man) che coinvolgeva 30 pazienti, è stato avviato e concluso di recente, nel gennaio 2010, l’arruolamento di circa 150 pazienti ad alto rischio chirurgico in uno studio clinico presso 8 centri europei, mirato all’ottenimento dell’approvazione CE. Si prevede che la valvola possa essere commercializzata in Europa nei primi mesi del 2011.In Giappone nell’aprile 2009 era stato sottoscritto con Japan LifeLine, già distributore dei prodotti CRM Sorin, un accordo di lungo periodo per la distribuzione in esclusiva dell’intera gamma di valvole cardiache Sorin. Il Profitto Lordo è cresciuto a € 384,3 milioni, pari al 55,8% dei ricavi, rispetto a € 347,1 milioni nel 2008, pari al 54,0% dei ricavi. Il significativo miglioramento è stato generato dalla riduzione dei costi industriali e riflette l’impatto di un più favorevole mix sia a livello geografico che a livello di prodotto. Le spese di vendita, generali e amministrative (SG&amp;A) sono state pari a € 266,1 milioni, pari al 38,6% dei ricavi, rispetto a € 254,6 milioni, pari al 39,6% dei ricavi, nell’esercizio precedente. Le spese di Ricerca e Sviluppo (R&amp;D) sono state pari a € 59,1 milioni, ovvero l’8,6% dei ricavi, rispetto a € 52,4 milioni, ovvero l’8,1% dei ricavi, nel 2008, confermando il forte impegno di Sorin sul fronte dell’innovazione. L’EBITDA nel 2009 è stato pari a € 99,4 milioni, pari al 14,4% del ricavi, rispetto a € 80,0 milioni, pari al 12,4% del ricavi, nel 2008. L’EBIT nel 2009 è cresciuto del 31,2% a € 59,2 milioni (8,6% del ricavi), rispetto a € 45,1 milioni, 7,0% dei ricavi, nel 2008. Escludendo gli Special Items, l’EBIT è cresciuto del 47,5% a € 59,1 milioni, rispetto a € 40,1 milioni nel 2008. L’Utile netto è pari a € 28,0 milioni (4,1% dei ricavi), rispetto a € -37,1 milioni nel 2008. Il Risultato derivante dalle attività di funzionamento è stato pari a € 31,5 milioni, rispetto a € 0,5 milioni nel 2008. Il miglioramento è stato generato in parte da una significativa riduzione degli oneri finanziari, a € 10,5 milioni, rispetto a € 26,8 milioni dell’esercizio precedente. Tale riduzione di € 16.3 milioni è riconducibile per € 10,6 milioni al differenziale positivo del fair value sugli strumenti di copertura rischio tasso di cambio e interesse e per € 8,5 milioni alla riduzione del costo del servizio del debito, parzialmente controbilanciato, per il saldo, da altri oneri netti. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2009 è stato pari a € 181,7 milioni, rispetto a € 253,1 milioni registrati al 31 dicembre 2008 e a € 198,6 milioni al 30 settembre 2009.</p>
<p>La generazione di cassa netta, pari a € 71,4 milioni, è stata raggiunta grazie al miglioramento della redditività e alla riduzione del capitale circolante. Gli Special Items nel 2009 sono stati pari a circa € 3,0 milioni. Previsioni per l’esercizio in corso Per il 2010, la Società prevede Ricavi in crescita del 2-4%* rispetto al 2009, un EBITDA in miglioramento al 15-16% dei ricavi e un Utile netto in crescita del 20-30% rispetto al 2009. L’indebitamento finanziario netto a fine 2010 è atteso in ulteriore riduzione a circa € 150 milioni. Per il Primo Trimestre 2010 la Società prevede Ricavi in crescita di circa il 2%* rispetto allo stesso periodo del 2009 e un margine EBITDA al 13,5-14,5% dei ricavi. L’Indebitamento finanziario netto alla fine del Primo Trimestre del 2010 è atteso stabile rispetto ai valori di fine esercizio 2009. * * * Il Consiglio di Amministrazione ha, altresì, preso atto dei risultati dell’Offerta Pubblica di Acquisto Obbligatoria sulla totalità delle azioni Sorin S.p.A., promossa da BH Holding S.p.A. (veicolo societario congiuntamente controllato, ex art. 2359, comma 1, n. 1, c.c. da Mittel ed Equinox e partecipato da Bootes S.r.l., società facente capo al presidente del Consiglio di Amministrazione di Sorin S.p.A., e da Hopa S.p.A., per il tramite della controllata Earchimede S.p.A.) ai sensi degli articoli 102, 106 comma 1 e 109 del D. Lgs 58/98. Nel periodo di adesione all’Offerta, conclusosi lo scorso 22 gennaio 2010, risultano apportate n. 275.948 azioni, equivalenti allo 0,05866% del capitale di Sorin S.p.A.. * * *</p>
<p>Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Demetrio Mauro, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l&#8217;informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili. * * * In aggiunta agli indicatori convenzionali previsti dagli IFRS, nel presente comunicato sono riportati degli indicatori alternativi di perfomance. Tali indicatori non devono essere considerati sostitutivi di quelli convenzionali previsti dagli IFRS, ma costituiscono un’informazione aggiuntiva, rappresentativa delle grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie utilizzate nell’ambito dei processi decisionali interni. Per una illustrazione del significato ed del contenuto degli indicatori alternativi di performance si rimanda al Resoconto Intermedio di Gestione al 30 giugno 2009. * * * Questo comunicato stampa contiene dichiarazioni previsionali (“forward-looking statements”). Queste dichiarazioni sono basate sulle attuali aspettative e proiezioni del Gruppo relativamente ad eventi futuri e, per loro natura, sono soggette ad una componente intrinseca di rischiosità ed incertezza. Sono dichiarazioni che si riferiscono ad eventi e dipendono da circostanze che possono, o non possono, accadere o verificarsi in futuro e, come tali, non si deve fare un indebito affidamento su di esse.</p>
<p>I risultati effettivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette dichiarazioni a causa di una molteplicità di fattori, incluse una continua volatilità e un ulteriore deterioramento dei mercati del capitale e finanziari, variazioni nei prezzi di materie prime, cambi nelle condizioni macroeconomiche e nella crescita economica ed altre variazioni delle condizioni di business, mutamenti della normativa e del contesto istituzionale (sia in Italia che all’estero), e molti altri fattori, la maggioranza dei quali è al di fuori del controllo del Gruppo. * * * A proposito di Sorin Group Sorin Group (www.sorin.com) è leader mondiale nel trattamento delle patologie cardiovascolari. Il Gruppo sviluppa, produce e commercializza tecnologie medicali e terapie innovative per la cardiologia interventista e il trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco.Con 3.500 dipendenti nel mondo, il Gruppo è specializzato in tre aree terapeutiche: cardiopolmonare (sistemi di autotrasfusione e circolazione extracorporea), gestione del ritmo cardiaco (CRM) e valvole cardiache. Ogni anno, oltre 1 milione di pazienti in 80 Paesi sono trattati con dispositivi Sorin Group. Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito: www.sorin.com * A tassi di cambio comparabili</p>
<p>wallstreetitalia.com</p>
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		<title>L&#8217;ANEURISMA DELL&#8217;AORTA Intervista al Prof Luigi Inglese</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia vascolare]]></category>
		<category><![CDATA[aneurisma dell'aorta]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[toracico addominale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’aneurisma aortico addominale e toracico è una malattia che &#8220;non fa rumore&#8221;. Colpisce soprattutto gli uomini over 65 e, il più delle volte, chi ne è affetto non ha la minima idea di esserlo.
Eppure, questo “killer silenzioso” investe l’aorta, la più grande arteria del nostro corpo, responsabile del flusso sanguigno verso i distretti cerebrale, addominale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’aneurisma aortico addominale e toracico è una malattia che &#8220;non fa rumore&#8221;. Colpisce soprattutto gli uomini over 65 e, il più delle volte, chi ne è affetto non ha la minima idea di esserlo.</p>
<p>Eppure, questo “killer silenzioso” investe l’aorta, la più grande arteria del nostro corpo, responsabile del flusso sanguigno verso i distretti cerebrale, addominale e periferico, e se non viene preso in tempo può risultare letale.</p>
<p>Nel corso della storia, attorno all’aneurisma aortico le tecniche diagnostiche e terapeutiche hanno compiuto passi da &#8220;giganti&#8221;. E la ricerca di una cura definitiva non si è certo interrotta: molteplici sono i progetti che aspirano a trovare la formula perfetta.</p>
<p>Noi di &#8220;MilanoSanità&#8221; abbiamo interrogato il Prof. Luigi Inglese, responsabile dell’Unità operativa di Emodinamica interventistica e Radiologia Vascolare all’I.R.C.C.S. &#8216;Policlinico San Donato Milanese&#8217;, per conoscere più da vicino questa malattia.</p>
<p><strong>Che cos’è l’aneurisma aortico toracico e addominale?</strong></p>
<p>“È una patologia in aumento, perché si registra oggi un invecchiamento della popolazione e, nello specifico, un aumento delle malattie che colpiscono la parete arteriosa, in questo caso quella dell’aorta toraco-addominale. Come co-fattori vi sono malattie dismetaboliche, soprattutto patologie quali il diabete e l’ipertensione, che hanno una maggiore incidenza nel mondo occidentale. In una popolazione di 100.000 abitanti, ogni anno possono presentarsi ex novo 40-50 casi per l’aneurisma dell’aorta addominale e una quindicina di casi per quello dell’aorta toracica. L’aneurisma è una dilatazione di due volte il diametro del vaso che colpisce. Quello dell’aorta addominale si definisce con un diametro che supera i 4 cm, mentre per quello toracico 5 cm sono il punto di viraggio verso un’indicazione operatoria. Ovviamente, va valutato se intervenire con l’opzione chirurgica chiusa o aperta. È però certo che per le diametrie maggiori di 8 cm ci sia una concreta possibilità di rottura dell’aneurisma, evento catastrofico e il più delle volte mortale, perciò in casi del genere si deve agire con grande tempestività e si suggerisce l’intervento chirurgico aperto tradizionale.”</p>
<p><strong>Come si è sviluppata nel tempo la conoscenza dell’aneurisma aortico?</strong></p>
<p>“L’aneurisma è una delle patologie conosciute fin dal tempo degli antichi egizi. Nel ‘600 la medicina già affrontava questa patologia, pur non avendo mezzi adeguati per evitarne la rottura. Nel secolo passato c’è stata una sempre maggiore attenzione, accompagnata da un notevole sviluppo tecnologico. Dal secondo dopoguerra si è stati in grado di risolvere chirurgicamente l’aorta toracica, come pure quella addominale. Einstein, che è morto a causa della rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, è stato anche uno dei primi a cui venne proposta la soluzione chirurgica. La rifiutò. La famosa foto in cui fa la linguaccia, è stata scattata proprio all’uscita dell’ospedale di Princeton, dove era ricoverato. L’intervento consisteva nel &#8216;wrapping&#8217;, cioè la copertura dell’aneurisma per evitare la sua espansione. Si trattò per prima l’aorta addominale. Quella toracica ha atteso fino agli inizi anni ‘60, perché per intervenire sull’arco aortico era necessario uno sviluppo della circolazione extracorporea. Oggi, questo sistema è ancora valido, ma per il trattamento dell’aorta toracica bisogna adottare, oltre che una toracotomia, tecniche di circolazione extracorporea in ipotermia moderata o profonda per fusione cerebrale anterograda: il tutto configura quindi un intervento a notevole rischio per il paziente e di notevole impegno per l’equipe chirurgica.”</p>
<p><strong>Qual è oggi l’indicazione terapeutica più seguita?</strong></p>
<p>“Dagli anni ‘90 la medicina, grazie a Juan Parodi, ha valicato l’uso delle endoprotesi, che esclude la laparotomia, ossia l’apertura di torace e addome. Semplicemente, si ha un accesso vascolare da una delle arterie periferiche più importanti (per via femorale). Le endoprotesi sono la terapia relativamente meno invasiva. Oggi, molti casi possono essere trattati con questa metodica, detta endovascolare, in maniera sicura e con una mortalità inferiore a quella della chirurgia aperta. L’endoprotesi può dare risultati buoni anche nel tempo, ma occorre tenere presente che non si possono trattare tutti i pazienti affetti da patologia aortica con terapia endovascolare, bensì solo il 50-60% dei casi, e in generale con pazientiche abbiano un’anatomia favorevole, caratterizzata cioè da un colletto sottorenale sano sul quale l’endoprotesi si può agganciare. La mortalità legata all’intervento endovascolare è 4 volte inferiore a quella causata dall’operazione chirurgica tradizionale. Tuttavia, per la patologia dell’aorta toracica, spesso la chirurgia di circolazione extracorporea mantiene un ruolo estremamente importante, anche perché l’endoprotesi, a questo livello, dovendo andare ad apporsi a vasi profondamente malati, va incontro a delle difficoltà. Quindi, l’approccio laparotomico conserva il vantaggio di operare anche aneurismi con colletti alterati.”</p>
<p><strong>A San Donato Milanese cosa proponete? La chirurgia tradizionale o la terapia endovascolare con endoprotesi?</strong></p>
<p>“Cerchiamo di non operare i pazienti che riteniamo affetti da patologie associate, che renderebbero rischioso l’intervento: grave insufficienza renale, pregressi episodi di insufficienza coronarica, infarto ecc. Per gli altri pazienti, riteniamo che sia importante anche l’atteggiamento e la scelta del malato, che ad esempio può non volere affrontare un ricovero per intervento chirurgico aperto. Negli ultimi anni a San Donato, per la patologia dell’aorta addominale almeno il 50% dei pazienti sono stati eseguiti per via endovascolare. Per la toracica, la percentuale è inferiore, intorno al 20%, ad eccezione delle patologie dell’aorta toracica post-trauma, dovute cioè ad infortunistica stradale, che invece vengono trattate molto bene per via endovascolare. Qui a San Donato abbiamo circa il 60% di indicazione di impianto di endoprotesi dell’aorta addominale rispetto alla popolazione dei pazienti afferenti che va altrimenti al tavolo operatorio.”</p>
<p><strong>Quali sono le tecniche di diagnosi?</strong></p>
<p>“L’aneurisma dell’aorta è clinicamente silente, cioè non ci si accorge di averlo. Quella che non è silente è la dissezione dell’aorta toraco-addominale, che si configura come uno “slaminamento” delle tuniche che costituiscono la parete aortica e che presenta tassi di mortalità elevatissimi. Quando la malattia decorre silente, essa viene scoperta in occasione di un esame accidentale, come un’ecografia. Purtroppo, la maggior parte dei medici di famiglia non usano più visitare i propri pazienti attraverso la palpazione addominale, che invece ha valore diagnostico. Se c’è una dilatazione dell’aorta, si sentirebbe benissimo palpando l’addome. Una volta che ci si è accorti di avere la malattia, va fatto uno studio angiotac molto accurato, perché va definita la caratteristica anatomica di quell’aneurisma. Ciò stabilisce la possibilità di una soluzione endovascolare, oppure chirurgica tradizionale.&#8221;</p>
<p><strong>Consigli per prevenire la patologia?</strong></p>
<p>“La prevenzione andrebbe fatta nel corso di tutta la vita. La cosa migliore sarebbe fare una prevenzione attiva, con delle scelte precise. Soprattutto da parte di chi ha già un suo pedigree naturale di incidenti di percorso con l’apparato vascolare. Bisogna ridurre l’impatto metabolico che c’è spesso in questi pazienti con un’opportuna dieta, e controllare l’ipertensione che si ha in più del 60% di questi malati. E poi si può fare qualcosa dal punto di vista farmacologico, con l’assunzione delle &#8216;Statine&#8217;, farmaci che recentemente hanno conquistato una larga fetta del mercato sanitario. Le ‘Statine’ sono utili nel prevenire, tramite la riduzione di colesterolo e trigliceridi, l’indurimento della parete arteriosa (arterosclerosi), che sta alla base delle complicazioni successive, e, grazie ai loro effetti pleiotropici, nello stabilizzare la istologia delle pareti arteriose”.</p>
<p>fonte: milanosanita.it</p>
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		<title>Leucemia Linfatica  Acuta  ( ALL )</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2010/01/18/leucemia-linfatica-acuta-all/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Emilio Ranieri Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Più rara delle leucemie acute mieloidi,con una prevalenza per la prima e la terza età, viene suddivisa su base morfologica in L1, L2 ed L3; origina nella maggioranza dei casi da precursori della linea linfoideB  .
Non essendo possibile distinguere con certezza su base esclusivamente morfologica i blasti L1 ed L2 dai blasti delle leucemie mieloidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-356" title="FOTO 6 ALL L3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-6-ALL-L31-300x225.jpg" alt="FOTO 6 ALL L3" width="300" height="225" />Più rara delle leucemie acute mieloidi,con una prevalenza per la prima e la terza età, viene suddivisa su base morfologica in L1, L2 ed L3; origina nella maggioranza dei casi da precursori della linea linfoideB  .</p>
<p>Non essendo possibile distinguere con certezza su base esclusivamente morfologica i blasti L1 ed L2 dai blasti delle leucemie mieloidi meno differenziate (M0, M1, M6), è necessario ricorrere ad un percorso diagnostico che può iniziare con una colorazione per la perossidasi, o ricorrere alla immunofenotipizzazione, decisiva per escludere una M0. Una volta inquadrata la patologia come ALL, la  morfologia permette di differenziare la L1,in cui i blasti sono piccoli, omogenei per dimensioni e forma, ad alto rapporto nucleo-citoplasmatico, nucleo regolare con scarsi o assenti nucleoli (foto1, 2, 3); una maggiore difformità di dimensioni, minore regolarità del nucleo con presenza di nucleoli e di citoplasma più abbondante sono caratteristiche della ALL L2 ( foto 4 e 5).<br />
Inconfondibile è invece la morfologia dei linfoblasti L3, al punto che è<br />
praticamente possibile la diagnosi già ad una normale colorazione di MayGrunwald-Giemsa: si tratta infatti di cellule che presentano piccole e<br />
numerose vacuolizzazioni, che conferiscono un caratteristico aspetto tarlato al citoplasma, sempre intensamente basofilo, e in minor misura al nucleo; tali cellule sono identiche ai linfociti del linfoma di Burkitt<br />
(foto 6 e 7).</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-358" title="FOTO 7 ALL L3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-7-ALL-L3-300x225.jpg" alt="FOTO 7 ALL L3" width="300" height="225" /></p>
<p>DIDASCALIE</p>
<p>FOTO 1 : blasti di dimensioni omogenee, nucleo a cromatina granulosa, citoplasma scarsamente rappresentato, spesso con piccole estroflessioni; rari nucleoli di piccole dimensioni e poco evidenti. E’ il classico caso in cui solo con la tipizzazione immunofenotipica può essere inquadrato come ALL.</p>
<p>FOTO  2  :  stesso caso della fig. 1; al centro un residuo neutrofilo a bastoncello e in alto a destra un mielocita eosinofilo con granulazioni immature; notare la marcata piastrinopenia.</p>
<p>FOTO  3  :  nel caso in esame le dimensioni dei blasti sono meno uniformi ma con caratteristiche L1; il piccolo blasto con estroflessione citoplasmatica viene definito “hand mirror” (a specchietto con manico).</p>
<p>FOTO  4  :  il caso in esame è stato diagnosticato come L2 per la morfologia dei nuclei, a margini irregolari, la frequenza di evidenti nucleoli, e il minor rapporto nucleo / citoplasma</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-352" title="ALL L1 FOTO 3" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-3.bmp" alt="ALL L1 FOTO 3" width="425" height="339" /><img class="alignright size-medium wp-image-353" title="FOTO 4 ALL L2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-4-ALL-L22-300x247.jpg" alt="FOTO 4 ALL L2" width="394" height="324" /><img class="alignleft size-medium wp-image-354" title="FOTO 5 ALL L2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/FOTO-5-ALL-L2-300x225.jpg" alt="FOTO 5 ALL L2" width="299" height="224" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-344" title="ALL L1 FOTO 1" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-1.bmp" alt="ALL L1 FOTO 1" width="424" height="350" /> <img class="alignright size-full wp-image-345" title="ALL L1 FOTO 2" src="http://www.perfusione.com/wp-content/uploads/2010/01/ALL-L1-FOTO-2.bmp" alt="ALL L1 FOTO 2" width="366" height="292" /></p>
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		<title>Con l&#8217;intervento di Ross è possibile evitare l&#8217;impianto di una valvola meccanica</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 18:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[intervento di ross]]></category>
		<category><![CDATA[primapagina]]></category>
		<category><![CDATA[valvola meccanica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intervento di Ross è indicato per la correzione chirurgica della stenosi o insufficienza valvolare aortica. La valvola aortica, localizzata proprio all’inizio dell’aorta, permette al sangue ossigenato di fluire dal ventricolo sinistro in aorta e quindi in tutto il corpo. La stenosi della valvola provoca quasi un restringimento che rende più difficile questo percorso. L’insufficienza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervento di Ross è indicato per la correzione chirurgica della stenosi o insufficienza valvolare aortica. La valvola aortica, localizzata proprio all’inizio dell’aorta, permette al sangue ossigenato di fluire dal ventricolo sinistro in aorta e quindi in tutto il corpo. La stenosi della valvola provoca quasi un restringimento che rende più difficile questo percorso. L’insufficienza della valvola, invece, provoca un rigurgito del sangue all’indietro verso il ventricolo stesso, aumentando quindi lo sforzo che il cuore deve compiere per pompare il quantitativo di sangue necessario.</p>
<p>La valvola aortica normale è composta da tre parti chiamate cuspidi o lembi. La stenosi valvolare è dovuta ad un’alterazione delle cuspidi; generalmente una valvola stenotica è unicuspide o bicuspide.</p>
<p>L’insufficienza valvolare avviene quando i lembi aortici non coaptano, cioè non si chiudono adeguatamente. In questo modo parte del sangue pompato dal ventricolo in circolo ritorna indietro nel ventricolo nuovamente.</p>
<p>Alcune volte la stenosi è severa e serrata per cui i sintomi possono comparire molto precocemente. D’altra parte nei soggetti giovani con stenosi aortica i sintomi si possono manifestare più tardivamente. I sintomi comprendono angina, dispnea, aritmie, intolleranza allo sforzo. La necessità di un intervento è legata alla severità della stenosi, alla gravità dei sintomi e al grado di alterazione della funzionalità ventricolare.</p>
<p>Con l’intervento di Ross la valvola aortica del paziente viene sostituita con la sua stessa valvola polmonare (autograft polmonare). Un autograft è un condotto trasferito da una parte ad un’altra del cuore del paziente. Un homograft è un condotto prelevato e impiantato tra animali della stessa specie, ma individui diversi.</p>
<p>I risultati di questo intervento dopo ben 35 anni sono eccellenti in termini di durata dell’homograft pomonare. L’intervento è effettuato in circolazione extracorporea e prevede il prelievo dell’autograft polmonare dalla parte destra del cuore e trasferito nella parte sinistra dopo aver escisso la valvola aortica stenotica o insufficiente. Durante l’intervento il chirurgo deve anche “staccare”  l’imbocco delle arterie coronarie e reimpiantarle sull’homograft polmonare. Nel sito da dove si preleva l’arteria polmonare viene impiantato un homograft.</p>
<p>Vantaggi:</p>
<p>Questo intervento non richiede l’assunzione di anticoagulante da parte del paziente. La valvola autograft non è soggetta a deterioramento come le valvole porcine o costruite con pericardio e inoltre è più resistente alle infezioni. I pazienti hanno un elevato livello di qualità di vita, soprattutto in virtù del fatto che non sono anticoagulati.</p>
<p>Attualmente il rischio operatorio per questo intervento, in mani esperte, è identico a quello della sostituzione valvolare con una protesi qualsiasi, ma offre il vantaggio rispetto all’intervento tradizionale di una migliore qualità di vita.</p>
<p>cardiochirurgia.com</p>
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