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	<title>Perfusione &#187; scompenso cardiaco</title>
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	<description>tutta la cardiologia on-line</description>
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		<title>È italiana la clip salvacuore</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 22:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[insifficienza mitralica]]></category>
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		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[È italiana la clip salvacuore contro lo scompenso cardiaco e l&#8217;insufficienza mitrale.
Interessa il 90% dei pazienti affetti da scompenso cardiaco e, nelle forme di grado moderato o severo, colpisce il 10% della popolazione con più di 70 anni: è l&#8217;insufficienza mitralica, condizione in cui la valvola mitralica diventa incontinente e determina un rigurgito di sangue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È italiana la clip salvacuore contro lo scompenso cardiaco e l&#8217;insufficienza mitrale.<br />
Interessa il 90% dei pazienti affetti da scompenso cardiaco e, nelle forme di grado moderato o severo, colpisce il 10% della popolazione con più di 70 anni: è l&#8217;insufficienza mitralica, condizione in cui la valvola mitralica diventa incontinente e determina un rigurgito di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro. Attualmente, per ridurre la probabilità di sviluppare lo scompenso cardiaco e migliorare la sopravvivenza del paziente l’opzione chirurgica risulta essere la più efficace. Alle tecniche più avanzate come la chirurgia valvolare protesica si è da poco affiancata la &#8220;chirurgia riparativa mininvasiva&#8221;, più accettata dai pazienti giovani e in grado di ridurre i rischi operatori per quelli anziani affetti da patologie concomitanti.<br />
&#8220;La terapia più recente per la riparazione della valvola mitralica prevede l’utilizzo di una clip &#8211; spiega Francesco Maisano, responsabile dell’Unità funzionale Trattamento transcatetere delle valvulopatie dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano -. Si tratta di una metodica attraverso un approccio percutaneo e mininvasivo, introdotta dal Professor Alfieri nel 1991, che non necessita di circolazione extracorporea e di apertura delle camere cardiache e che comporta l’inserimento di una clip mitrale che permette alla valvola di chiudersi in maniera corretta attraverso un accesso dalla vena femorale. La clip, riproducendo il gesto chirurgico della sutura, cattura i lembi danneggiati e li stabilizza. Se necessario, può essere riaperta e riposizionata: essendo un intervento poco invasivo, può essere utile soprattutto per quei pazienti che non potrebbero superare un&#8217;operazione chirurgica tradizionale&#8221;.<br />
Le patologie valvolari sono tra le principali cause dello scompenso cardiaco, che colpisce in Italia circa un milione di persone. &#8220;L’applicazione di nuove soluzioni terapeutiche ha valore solo se impiegata nel rispetto delle indicazioni da operatori esperti e nell’ambito di un percorso di cura che ponga il &#8216;paziente al centro&#8217; &#8211; spiega Ottavio Alfieri, direttore del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele<br />
nel corso dell’incontro &#8216;Nuovi approcci terapeutici allo scompenso cardiaco&#8217; promosso dal Dipartimento Cardio-toraco-vascolare dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele con la collaborazione di Abbott -. Perché ciò avvenga &#8211; continua Alfieri &#8211; è necessario applicare un metodo multidisciplinare che richiede, oltre a nuovi approcci terapeutici, l’integrazione di diverse competenze specialistiche che permettano di trovare la soluzione migliore per ciascun paziente. E il trattamento dello scompenso cardiaco &#8211; ovvero l&#8217;incapacità del cuore di svolgere adeguatamente la propria funzione di pompa &#8211; è un caso emblematico, perché è un patologia che non comporta solo una sofferenza del sistema cardiocircolatorio, ma investe una molteplicità di organi e apparati&#8221;.</p>
<p>A oggi, nel mondo, più di 2.200 pazienti sono stati trattati con questa procedura mininvasiva, di cui 1.260 in Europa e 154 in Italia.</p>
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		<title>Intervento importante di cardiochirurgia a Catanzaro</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 07:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza ventricolare]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;equipe di Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro ha eseguito con successo per la prima volta nell&#8217;Italia Meridionale l&#8217;impianto di una piccola turbina all&#8217;interno del ventricolo sinistro permettendo di salvare la vita ad un paziente di 57 anni affetto da scompenso cardiaco terminale. L&#8217;intervento è stato eseguito alcune settimane fa ed il paziente, residente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;equipe di Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro ha eseguito con successo per la prima volta nell&#8217;Italia Meridionale l&#8217;impianto di una piccola turbina all&#8217;interno del ventricolo sinistro permettendo di salvare la vita ad un paziente di 57 anni affetto da scompenso cardiaco terminale. L&#8217;intervento è stato eseguito alcune settimane fa ed il paziente, residente a Catanzaro, è già stato dimesso in buone condizioni cliniche ed emodinamiche. Il direttore dell&#8217;equipe di cardiochirurgia, Professor Attilio Renzulli, ha evidenziato che &#8220;il decorso lento ma inesorabile della malattia aveva più volte costretto il paziente al ricovero presso ospedali della nostra regione dove erano stati messi in atto tutti presidi medici e poi anche elettrofisiologici di trattamento della malattia. Nonostante ciò la lenta dilatazione del suo ventricolo sinistro che raggiungeva circa i 10 cm di diametro lo aveva costretto a sempre più frequenti ricoveri ospedalieri e negli ultimi mesi alla infusione di farmaci cardioattivi Una possibile alternativa terapeutica poteva essere rappresentata dal trapianto cardiaco, ipotesi questa scartata per la coesistenza di comorbidità a carico di altri organi ed apparati&#8221;. L&#8217;operazione, la prima del genere in Italia Meridionale, è consistita nell&#8217;impianto di una piccola turbina in titanio chiamata &#8216;Javirk 2000 flow maker&#8217; all&#8217;interno del ventricolo sinistro che pompa il sangue nell&#8217;aorta discendente e riduce di più del 70% il lavoro cardiaco. Il &#8216;Jarvik 2000&#8242;, costruito a New York, è un dispositivo di ultima generazione. La peculiarità di questa turbina a differenza di altre è che essa non richiede il passaggio di cavi di alimentazione attraverso la parete addominale che possono predisporre a pericolose infezioni e peggiorare la qualità di vita: l&#8217;unico contatto con l&#8217;esterno necessario per il funzionamento del sistema avviene attraverso un minuscolo interruttore sito in sede retroauricolare sinistra e quindi pressoché invisibile. In Italia finora sono stati effettuati meno di 30 impianti di questo sistema di assistenza ventricolare. L&#8217;intervento ha richiesto la collaborazione contemporanea di diverse equipe: oltre al gruppo cardiochirurgico diretto dal Professor Renzulli hanno collaborato l&#8217;equipe dell&#8217;Artech (società che fornisce lo strumento nella persona del Professor Khayat e del Bioingegnere Scuri), l&#8217;equipe anestesiologica coordinata dal Professor Bruno Amantea,quella dei perfusionisti diretti dal Dottor Aldo Cuda e l&#8217;equipe cardiologica diretta dal Professor Ciro Indolfi.</p>
<p>uscatanzaro.net</p>
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		<title>Scompenso cardiaco, da Pisa in arrivo il monitor wireless</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrofisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Emodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[monitor wireless]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità importanti in arrivo per i cardiopatici: a Pisa è infatti stato ultimato un dispositivo wireless in grado di monitorare da casa il cuore di chi è afflitto da scompenso cardiaco, migliorandone notevolmente la qualità della vita e agevolando  in tal modo chi deve recarsi continuamente in ospedale per effettuare controlli.
Il progetto, finanziato dalla Fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novità importanti in arrivo per i cardiopatici: a Pisa è infatti stato ultimato un dispositivo wireless in grado di monitorare da casa il cuore di chi è afflitto da scompenso cardiaco, migliorandone notevolmente la qualità della vita e agevolando  in tal modo chi deve recarsi continuamente in ospedale per effettuare controlli.</p>
<p>Il progetto, finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è stato realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha creato, dopo due anni di ricerca.<br />
Il prototipo di un sistema di monitoraggio indossabile e a basso costo, in grado di elaborare in tempo reale i parametri biomedici del paziente e di fornire segnali di allarme tempestivi.</p>
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		<title>Lo scompenso cardiaco: l&#8217;edema polmonare</title>
		<link>http://www.perfusione.com/2009/10/19/lo-scompenso-cardiaco-ledema-polmonare/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Franco Natilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiochirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[asma cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[edema polmonare]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;edema polmonare è la crisi di scompenso acuto del ventricolo sinistro. Spesso, secondo le condizioni morbose che hanno determinato lo scompenso, può essere maggiormente leso l&#8217;uno o l&#8217;altro dei ventricoli cardiaci. Se la diminuita capacità di contrazione interessa maggiormente il ventricolo sinistro, si può creare una situazione di questo tipo: al cuore arriva, attraverso le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;edema polmonare è la crisi di scompenso acuto del ventricolo sinistro. Spesso, secondo le condizioni morbose che hanno determinato lo scompenso, può essere maggiormente leso l&#8217;uno o l&#8217;altro dei ventricoli cardiaci. Se la diminuita capacità di contrazione interessa maggiormente il ventricolo sinistro, si può creare una situazione di questo tipo: al cuore arriva, attraverso le vene che raccolgono il sangue proveniente da tutto l&#8217;organismo, una notevole quantità di sangue; il ventricolo destro riesce a spingerlo nei polmoni; quando però il sangue, superata la barriera polmonare, raggiunge il ventricolo sinistro, questo non ha la forza di convogliarlo tutto nell&#8217;aorta. Si determina cosi un ristagno di sangue al di sopra del ventricolo sinistro, cioè nell&#8217;albero polmonare; si verifica in altri termini una congestione acuta polmonare. Si scatena allora una crisi di dispnea (difficoltà di respirazione), crisi che va sotto il nome di asma cardiaco. Se la crisi non cessa rapidamente, dai capillari polmonari, sofferenti per l&#8217;eccessivo carico sanguigno e per la deficienza di ossigeno cui sono sottoposti, incomincia a uscire del liquido che, riempiendo gli alveoli polmonari, impedisce lo svolgimento dei normali scambi gassosi tra sangue e aria: viene a diminuire in tal modo il carico di ossigeno da parte del sangue. È questo l&#8217; edema polmonare. La difficoltà respiratoria in questo caso aumenta, divenendo un&#8217;angosciosa lotta da parte del paziente contro l&#8217;asfissia.<br />
L&#8217;accesso si scatena con maggiore frequenza durante la notte per il più forte afflusso di sangue al cuore a causa della posizione supina. Manca cioè lo scarico del sangue verso le regioni declivi dell&#8217;organismo, che il paziente provoca stando seduto, specie se tiene le gambe a terra. A ciò si aggiungono fenomeni riflessi, di grande importanza per lo scatenarsi dell&#8217;attacco. La crisi è in genere drammatica, ma agevolmente controllabile con i farmachi a disposizione. Naturalmente sarà tanto più facile risolverla, quanto meno grave sarà la compromissione cardiaca di fondo. La sintomatologia regredisce comunque, nella maggior parte dei casi, entro breve tempo, lasciando il paziente stanchissimo.<br />
Le cause dello scompenso cardiaco sono da ricercare in tutte le malattie cardiache che abbiano determinato notevoli lesioni a carico del cuore. È inutile quindi starle ad elencare, tra le più frequenti, i vizi cardiaci, quali la stenosi e l&#8217;insufficienza mitralica (cioè della valvola che mette in comunicazione l&#8217;atrio con il ventricolo sinistro) e la stenosi e l&#8217;insufficienza aortica (cioè delle valvole semilunari dell&#8217;aorta). I vizi però non si instaurano da soli; possono essere causati dalla lue, da altre malattie infettive, ma soprattutto dal reumatismo. Combattendo questo, quindi, si combatte lo scompenso nel miglior modo possibile: prevenendolo.<br />
Un&#8217;altra causa molto più difficile da prevenire, almeno fino ad oggi, è l&#8217;arteriosclerosi che può colpire tutti i distretti dell&#8217;organismo; rendendo le arterie dure e anelastiche, essa sottopone il cuore a un superlavoro, ma soprattutto, interessando anche le arterie coronarie, diminuisce l&#8217;afflusso di sangue, e quindi di ossigeno, al cuore. A lungo andare il cuore risente gravemente di questo stato di cose finchè si cade nello scompenso.<br />
Le miocarditi e l&#8217;ipertiroidismo sono anch&#8217;essi in causa con una certa frequenza.</p>
<p>Fonte: Medicinaitalia.blogspot.com</p>
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